San Berillo: Un mondo sommerso
Ammiriamo il monumento a Vincenzo Bellini e poi ci immergiamo per poco dal corso Sicilia perché la bellezza dei monumenti bancari non credo interessino.
Noterete la prima stranezza: a sinistra vi è un palazzo vecchio stile tardo barocco a destra un casermone, o come sono stati chiamati queste strutture dagli anni ’70, ecomostro. Qui vi era prima il Palazzo Gambino come l’omonima via a destra. Percorriamola!
Questa via prima era centro di tante attività commerciali. Siamo davanti a Piazza Spirito Santo o Turi Ferro. Accanto al chiosco, quel lato vuoto che si congiunge con la piazza era occupato da una chiesa (Spirito Santo) forse ferita dai bombardamenti e poi buttata giù. Più avanti, quasi fronte il chiosco, la chiesetta ortodossa San Leone. Un tempo era circondata da palazzi liberty, adesso sembra isolata e quasi è lei a stonare con il contesto

Quel che rimane
Vi risparmio lo scempio delle buche trasformate in parcheggi e al nulla, percorriamo la via Di prima: alle sinistra abbiamo quella che doveva essere la City a destra quel che rimane del vecchio quartiere di San Berillo.
Case vecchie. Abbandonate.

Proseguiamo e fermiamoci in uno slargo adesso senza nome che prima era piazza Malerba: la strada che abbiamo percorso la percorreva in una scena iniziale Marcello in il Bell’Antonio ma era tutto diverso, vi era un palazzo ormai distrutto che da una parte dava in via di Prima dall’altra in via San Berillo.

Continuiamo e ci ritroviamo davanti al cinema King prima Mirone dove trascorreva tante ore una piccola Goliarda Sapienza. Avanti fino a piazza Falcone dove troviamo il famoso palazzo Fischetti e di fronte la chiesa. Proprio in questo palazzo, al civico 13, nacque Goliarda Sapienza. Riposiamoci 10 minuti e pensiamo che questa piazza si è salvata dallo scempio e ci può raccontare tanto del vecchio San Berillo.
Torniamo nella piazzetta senza nome e ci dirigiamo a destra a pochi metri c’è un’opera brutalista, la Banca d’Italia con un murales recente che dovrebbe ridare dignità a quella gente sfollata. Torniamo sui nostri passi e percorriamo via Ventimiglia e dopo pochi passi da Stella ci troviamo sulla via Pistone a destra. Al numero 22 ci sono due B&B lì in quel posto è cresciuta Sapienza. Il quel posto per anni ha vissuto Maria Giudice.
(leggi qui la mia recensione sul Libro di M.R.Cutrufeli su Maria Giudice e l’articolo su Goliarda Sapienza)
Lo street art
Non ci addentriamo in via Pistone ma, riprendendo la via Mons. Ventimiglia a piazza Majorana e percorriamo la via Antonino di Sangiuliano (via Antonino di Sangiuliano fa parte del quartiere di Agninella, o Ogninella). Ad angolo con la via delle Finanze vi è una storica e antichissima colata lavica, proseguiamo per addentrarci nella San Berillo Street Art: entriamo dalla via Coppola dove patroneggia la targa in memoria di Michele Rapisardi che nacque proprio in questo luogo. Percorriamola. Hai tre scelte: o entrare dalla stradina Via Martinez (la riconosci perché in fondo si scorge un balcone con fiori e la scritta San Berillo District), dalla via De Luca che ti porta dritto alla piazzetta, oppure come piace fare a me continuare fino al bastione di San Michele (ti ricordi il trapezio?). Anche in questo caso, come per palazzo Biscari si utilizzarono le mura per costruire le case.



San Berillo era esterno alla vecchia città e invece di essere costruita con la regola delle via larghe si seguì la natura. Fronte al numero 41 trovate quello che fino a poco tempo fa credevo fosse un cortile. Il Vicolo Moschetti. Entriamo? Non avere paura, ti stupirai. Seguimi in questo stretto budello che si apre sulla piazza ex delle Belle oggi dedicata a Goliarda Sapienza. Ammira lo street art di questa parte di San Berillo. Quante anime ha questo quartiere? La City, il vecchio che resiste, quello dello street. Ti lascio godere le viuzze, segui i Murales e poi torna in via Antonino di San Giuliano
Quel che poteva essere lo storico San Berillo
La Via Antonino di San Giuliano non è ne Civita e neppure San Berillo, è un mondo a parte. Ma dato che siamo qui non vuoi vedere il teatro più famoso della Belle Époque? Il Teatro San Giorgi. Fronte al teatro trovi un terrazzo, fa parte di un maestoso palazzo dei principi Manganelli continuiamo a passeggiare e siamo, appunto a piazza Manganelli, Ti lascio ammirare il palazzo, e le sue teste apotropaiche. Nel palazzo di fronte, al numero 3, ha vissuto Goliarda Sapienza per un breve periodo e qui ha iniziato a interessarsi al teatro.
Saliamo dalla via degli artisti, via San Michele per assaporare come sarebbe stato san Berillo senza lo scempio. Siamo in via Montesano. Periodicamente in un palazzo ( Palazzo Trigona a Misterbianco) organizzano mercatini. All’interno del cortile del palazzo vi è anche un B&B.
(piccola nota, nel piano regolatore si parlava anche di buttare giù una parte della via Montesano e tutta la via Paternò che fa ad angolo con via Montesano).
Torniamo in Via Etnea, fronte la chiesa di San Michele Arcangelo, più giù abbiamo i famosi 4 canti. Scegliamo un posto dove riposare. Dobbiamo vedere ancora tante cose!




