Catania e le sue bellezze, tra vie Barocche, teatri riscoperti e personaggi illustri
Siamo giunti alla seconda tappa del nostro viaggio nella città storica della lava, del mare e del buon cibo. Catania, amata e odiata, spesso violentata da natura e uomini riesce sempre a risorgere dalle sue ceneri.
Oggi vi porto in una delle vie più bella della nostra città, vi farò visitare il suo Arco di Trionfo (sapevate che Catania ha anche l’arco di trionfo?). Visiteremo la casa di un famoso scrittore, una delle piazze più belle e poi vi farò sconvolgere perché vi racconterò della stoltezza degli antichi: un Colosseo nascosto dalle case. A proposito di case, una capatina da Vincenzo Bellini. E nel frattempo visitiamo la via più suggestiva di Catania, la via Crociferi con le sue chiese barocche, chiesa san Benedetto, il suo arco misterioso, le altre chiese e visitiamo San Giuliano da dove si ammira una vista incantevole. Dopodiché ritorniamo in via Vittorio Emanuele II… ah, prima facciamo finta di essere Marcello, percorriamo la via San Benedetto fino alla piazzetta Asmundo Gisira e ritorniamo indietro, con sguardo triste e tradito, ahimè, la via Alessi non è quella di allora ed è stata sostituita da una scalinata. Da lì, via san Giuseppe al duomo e via Vittorio Emanuele… direzione… Civita
Via Garibaldi
La via sorge in Piazza Duomo proprio accanto alla fontana dell’Amenano e attraversa una grande porzione della città da est a Ovest fino all’Arco di Trionfo o Porta Ferdinandea o ancora Porta Garibaldi. Barocca, piena di negozietti e localini ospita una delle più suggestive e belle piazze a Catania, piazza Giuseppe Mazzini, andando avanti, invece, a angolo con la via Sant’Anna, troviamo la casa di Giovanni Verga, divenuto un museo che raccoglie scritti, romanzi e mobilia del grande scrittore catanese. Percorrendo tutta la via tra palazzi barocchi e chiese si arriva in alto a quello che viene comunemente chiamato dai catanesi il Fortino.
foto Pinterest – salvatore russo
Fortino
Il Fortino è un famoso quartiere di Catania. “Il nome ricorda un fortino fatto costruire dall’allora viceré di Sicilia, Claude Lamoral I di Ligne, quasi subito dopo la colata lavica del 1669, in una zona che già all’epoca era oltre le mura cinquecentesche di Carlo V, ed è chiamata oggi “Fortino Vecchio”, dato che prende il nome dal monumento: di questa fortificazione rimane solo una porta in via Sacchero, con una decorazione raffigurante Napoleone Bonaparte a cavallo (fonte Wikipedia). Il termine “Fortino” venne attribuito poi alla porta celebrativa per i cento anni dalla distruzione di Catania per il terremoto del 1693, ma essendo stata inaugurata nel periodo in cui Ferdinando sposò la regina Carolina, fu chiamata porta Ferdinandea creando la voce, falsa, che la porta costruita dagli architetti Ittar e Battaglia, era stata costruita per augurio al matrimonio dei due regnanti. Dopo l’arrivo di Garibaldi in Sicilia, oltre a cambiare il nome alla via fu cambiato anche il nome della porta.
Colosseo nascosto e riscoperta
Poco più in giù, dopo aver superato la via Sant’Anna precedentemente visitata perché è la via in cui vi è la casa di Verga, arriviamo a una struttura in stile barocco, un palazzotto basso con vetrate. Siamo all’entrata (invero) del Teatro antico Greco-Romano. Vi consiglio, al momento, di informarvi se le parti interne sono visitabili, perché il viaggio interno è affascinante, altrimenti potete visitarlo, ma l’esperienza sarà incompleta. Quando visitai io il teatro fu una delle esperienze più belle. I vicoli, le parti interne, la casa del terremoto, e le ville per metà buttate giù quando si capì cosa si era fatto: nascondere un posto di interesse archeologico per costruire case. (ne abbiamo già parlato nel primo capitolo di questo viaggio!). Vedere il Colosseo sotto alcuni dei palazzi stile liberty fa una certa impressione, trovarsi tra i cunicoli mentre i campanili accanto suonano le campane e vedere passare gatti tranquillamente che sembrano i grandi padroni di quel posto, non ha prezzo.

Piazza San Francesco d’Assisi
Via Crociferi
Accanto all’arco, scendendo sulla via San Francesco d’Assisi si trova il Macs, il museo di arte contemporanea.
Continuando sulla via Crociferi vi è un’altra chiesa da visitare: chiesa di San Giuliano. Altra chiesa in stile barocca ma la sua particolarità sta nell’altezza. Si narra che le suore benedettine, dopo il disastroso terremoto, per ricostruire la loro abazia abbiano scelto proprio la via Crociferi perché proprio da là passa la processione di Sant’Agata. E il passaggio alla chiesa di san Giuliano è uno dei momenti più suggestivi della festa. Dalla chiesa si può accedere ai tetti per vedere la città da un’altra prospettiva.




