La bella addormentata di Catania:
C’era una volta una giovanissima ragazza catanese, bella e figlia di una delle famiglie più ricche della città. Si chiamava Angelina Mioccio ed era innamorata e ricambiata… ma questa non è una storia con un happy ending!

Angelina Mioccio aveva solo diciotto anni ed era innamorata di un lontano parente, un giovane modesto che lavorava alle dipendenze di suo padre. L’amore tra i due impossibile: il padre aveva scelto per la sua giovane “principessa” un marito “degno” del loro nome, un uomo illustre ma molto più anziano.
La ragazza, romantica e ribelle, sognò la fuga. Ma il suo amato, spaventato dal disonore e dalla povertà, non volle fuggire. E quel rifiuto fu il colpo più duro per il cuore di Angelina.
Il padre aveva acquistato un terreno fuori città, in una zona allora quasi disabitata, dove un tempo sorgeva un antico tempio pagano. Lì fece costruire per lei un castello fiabesco: il castello di Leucatia. Un castello per la sua principessa.

Mentre l’uomo le mostrava orgoglioso i lavori, Angelina, approfittando di una distrazione del padre, salì sulla torre e si gettò nel vuoto.
Aveva diciotto anni o, forse appena diciannove.
I genitori decisero che una bellezza così non dovesse sfiorire e la imbalsamarono. Fecero costruire una teca di vetro e la seppellirono in una cappella monumentale, vestita con il suo abito da sposa. Da allora, per tutti i catanesi, diventò la bella addormentata.
Ma la storia non finisce lì.
Il castello di Leucatia, dopo l’abbandono della famiglia Mioccio, divenne, durante la Seconda Guerra Mondiale, una torre di vedetta nazifascista, poi in parte sinagoga (la famiglia Mioccio aveva origini ebraiche, e nel castello sono ancora visibili simboli dell’ebraismo), e oggi ospita una biblioteca comunale.
Il luogo, però, conserva ancora un’aura di mistero. Alcune persone affermano di aver sentito rumori strani all’interno del castello, quando negli anni passati alcuni ragazzi per gioco riuscivano a entrare o chi ha lavorato in quel luogo. Altri, la notte, affermano di aver visto una figura femminile dietro a una finestra.
La cappella invece versa oggi in condizioni di degrado. I vandali hanno rotto il vetro della teca, rubato ornamenti e oggetti. Per impedirne altri saccheggi, l’accesso è stato murato. Qualcuno, però, riesce ancora a infilare una mano tra le fessure per scattare una foto con il cellulare.
Un uomo, dopo essere uscito da un lungo coma disse di aver sognato Angelina, che gli aveva chiesto di pensare a lei. Da allora andava regolarmente alla cappella a portare fiori, bambole e piccoli pupazzi.
Così la leggenda di Angelina Mioccio continua a vivere, sospesa tra amore, dolore e il fascino senza tempo di un fantasma mentre nel cimitero la sua tomba, al momento, è ancora avvolta nel degrado.
Molti affermano che questa sia solo una leggenda: Angelina non si buttò dalla torre ma morì di un male misterioso prima di sposarsi e per questo i genitori decisero di imbalsamarla e vestirla con l’abito da sposa. Qualunque sia la verità, ciò che resta è una bella ragazza, morta giovanissima e il suo corpo (e forse anche la sua anima) non trova la pace e il riposo che merita.




