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Centro storico e Piazza Università

Non si può visitare il centro storico di Catania senza Piazza Università.

Siamo fronte a due palazzi bellissimi e particolari. Sede universitaria (una delle più antiche in Italia!) palazzo San Giuliano con il suo misterioso delitto e il palazzo centrale!

Centro Storico di Catania particolare dell'interno di Palazzo Università (chiamato anche Palazzo Centrale)
particolare dell’interno di Palazzo Università (chiamato anche Palazzo Centrale)
Chiostro del palazzo Centrale, sede universitaria.

Il Palazzo centrale di Catania

Costruito dopo il già citato Terremoto della Val di Noto del 1693 , tra gli architetti che crearono il palazzo che prende un’itero isolato, citiamo Francesco e Antonino Battaglia e Vaccarini (fonte Wikipedia). All’interno ospita il Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane e il suo cortile è tra i più affascinanti della città.

Fronte al Palazzo dell’Università si trova il Palazzo San Giuliano.

In questa sede un tempo vi era una fiera (chiamata fiera del lunedì, che venne poi spostate tante volte fino ad approdare all’odierna piazza Carlo Alberto). Progettata da Vaccarini per volere di  Orazio Paternò Castello e Asmundo secondo marchese di san Giuliano, i lavori del palazzo iniziarono nel 1738 ma si protrassero per tempo occupando anche una parte della zona denominata Ogninella. I lavori furono sospesi per un po’ a causa dell’allontanamento di Vaccarini e terminati, poi, da Stefano Ittar nel 1774. Sede, adesso, degli uffici dell’università all’inizio del secolo scorso ha ospitato la Rinascente. Ma una storia molto triste fa parte di questo palazzo: la morte di una donna avvenuta per mano del marito. Conosciuto come Il delitto della Camera Rossa. Le vittime sono Rosana Petroso Grimaldi, baronessa di Pullicarini ritenuta una delle donne più belle della Sicilia e la sua fedele cameriera. Il marito, Orazio Paternò Castello, figlio del marchese di San Giuliano unico erede del già citato Orazio, pazzo di gelosia uccise la donna e la cameriera che cercò di difendere la sua dama. Era la notte del 15 marzo del 1784. Poi scappò e fece perdere le tracce. Solo un secolo dopo, il nipote Antonino di San Giuliano, scoprì che l’uomo si era nascosto a Tripoli. Per anni si è parlato del fantasma della donna che non ha trovato mai giustizia.

Palazzo San Giuliano

 

Le quattro leggende

Ai quattro angoli della piazza ci sono quattro candelabri che rappresentano quattro leggende legate alla città di Catania: Gammazita, Colapesce, il Paladino Uzeda, e i fratelli Pii.

La Collegiata e via Manzoni

Percorrendo la Via Etnea ci troviamo davanti a un piccolo gioiello tardo barocco, la Basilica della Collegiata (Basilica Maria Santissima dell’Elemosina), rasa al suolo dal terremoto, ricostruita in stile barocco. La costruzione della chiesa fu molto complicata per vari dissidi tra architetti e anche tra i nobili, perché, costruendo la chiesa secondo le nuove norme del duca di Camastra che aveva imposto strade larghe, Michelangelo Paternò Castello pensava che il campanile potesse provocare disturbo alla quiete pubblica. Alla fine dei dissidi, la chiesa fu completata rapidamente grazie all’ingegno di Stefano Ittar

Casa Rapisardi: Percorriamo la stradina alla sua sinistra, ritornando all’incrocio con la via Alessi, no, non ci siamo sbagliati: oggi noi percorriamo la via Manzoni, famosa via dei bottoni e dove è nato un poeta nato Rapisarda e morto Rapisardi! Mario Raipsardi è uno dei personaggi più amati di Catania. La strada non è tra le più architettonicamente belle ma, superando la via Antonino di San Giuliano continuiamo per la via Manzoni e al numero 24 la targa che ricorda che il poeta Rapisardi è nato proprio lì. La caratteristica di questa via sono i tanti negozi di stoffe e bottoni e i loro manichini variopinti, ci spostiamo avanti alla prossima traversa a sinistra e ci tocca salire.

Busto di Rapisardi nel Museo Mirabilia di Catania

 

Le chiese di Sant’Agata

Via del Colosseo vi stupirà perché breve ma affascinante. Avete mai visto il film di Ficarra e Picone? Molte delle scene finali dell’inseguimento sono state girate qui tra queste traverse! Siamo a Sant’Agata al Carcere: la chiesa costituisce un complesso di notevole interesse, con una stratificazione storica che conserva parti della cinta muraria greca (VI sec. a.C.), strutture monumentali di età romana (II sec. d.C.) e che a partire dall’alto medioevo diventa luogo centrale del culto di Sant’Agata, che, secondo la tradizione, qui fu tenuta prigioniera. Sì, la tradizione ci dice che era il carcere dove venne rinchiusa e dove morì Agata. A completare la bellezza della chiesa è il bastione.

N.B. i bastioni li riconosci dalla loro forma basica a trapezio.

Fronte troverai una struttura cilindrica, fa parte della chiesa di San Biagio, non ho trovato nulla su essa, credo sia una parte della cinta muraria distrutta come sempre alla fine del ‘600. Scendiamo e ci troviamo la chiesa di San Biagio (le chiese in questa zona sono 3 ma noi seguendo questo percorso ne osserviamo due, la terza fa parte di un altro blocco). La leggenda racconta che proprio qui si cercò di bruciare Agata come una strega ma a salvarla fu un terremoto. La chiesa è chiamata anche della Fornace.

Ci troviamo fronte al maestoso Palazzo della Borsa (costruzione molto recente rispetto a altri palazzi del centro storico), la via Cappuccini conosciuta dai catanesi come acchianata dei cappuccini

Piazza Stesicoro

Siamo a Piazza Stesicoro, alla nostra sinistra c’è via San Euplio e poi palazzo Tezzano a destra, tra due palazzi la via Manzoni che ormai conosciamo. Difronte il Colosseo nero.

Prima di concludere, per comodità facciamo una capatina in via Sant’Euplio Patrono di Catania accanto a Sant’Agata. Lo ricordate? Lo avete visto dall’alto quando avete visitato i tetti del Museo Diocesano!

Qui fino agli anni ’40 vi era la sua chiesa distrutta dai bombardamenti durante la seconda Guerra mondiale. I sotterranei si possono visitare, sono resti romani e medioevale. La vecchissima Catania. Si afferma che si può arrivare fino alla Rinascente (di questo parleremo tra qualche puntata!)

Torniamo a piazza Stesicoro e al suo Colosseo. Avviciniamoci e guardiamolo da vicino ma, prima di entrare ammirate l’anfiteatro romano, chiamato Colosseo Nero. Una leggenda, comune a tante altre di altre città storica, narra di una scolaresca sparita mentre era a visitare l’anfiteatro. Leggenda, nulla di vero. Vi immaginate tanti bambini e una maestra sparita nei sotterranei della città e nessun giornale che ne parla, nessuna fonte storica, neppure una targa per ricordare gli scomparsi posta dai familiari?

Riaperta al pubblico da poco è uno di quei bei posti da visitare, per immergersi nell’antichità

Alle spalle di Vincenzo Bellini qualcosa non va

Siamo a Piazza Stesicoro e qui vi è il monumento a Vincenzo Bellini, Bellini è seduto su una colonna e, ai lati della colonna sono rappresentate quattro delle sue opere: Norma, I Puritani, La Sonnambula e Il Pirata. Alla base invece delle note musicali.

Adesso voltiamo lo sguardo alle spalle del monumento. verso sinistra la strada che porta a piazza Carlo Alberto, poi Palazzo Beneventano di fronte un palazzo moderno, degli anni ’50, sede del Banco di Sicilia. e al centro la via che doveva essere la più bella di Catania che doveva arrivare sino al mare. Lo vedete il mare? No? Una lunga storia, ma per raccontare del mare dobbiamo raccontare di San Berillo.

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