Torniamo in piazza Stesicoro.
A Fera du luni
Tra il Palazzo del Toscano e il Beneventano. si accede alla fiera di Catania, detta Fera du luni chiamato così perché un tempo si svolgeva solo il lunedì. Molti turisti adorano questa fiera particolare dove puoi trovare di tutto. Immergiamoci tra le bancarelle ma prima, se riusciamo, visitiamo la chiesetta di San Gaetano alle grotte. Tra i vari palazzi che si scorgono possiamo notare il “nuovo” e gli antichi palazzi. Poi piazza Carlo Alberto: per ammirarla bisognerebbe visitarla nel pomeriggio, a fiera terminata, purtroppo è sempre sporca.

Via Umberto
Tra viuzze e piazzette perderemo un po’ di tempo ma cerchiamo di superare la Basilica del Carmine e addentrarci in via Grotte Bianche che ci porterà in via Umberto fronte al magnifico palazzo Mazzone. Percorriamo ancora la via Umberto fino alla piazza per prendere una bibita e ammirare altri palazzi, ne vale la pena.
Il Vecchio Rinazzo
Questa zona era conosciuta come il Rinazzo. Era un quartiere che, come per San Berillo, aveva bisogno di una riqualifica. Avvenne nell’800, non so se la storia è simile a quello del quartiere che abbiamo visitato la scorsa volta. Devo dire che l’operazione riuscì bene. La via Umberto è bella da vedere, con tutti i suoi magnifici palazzi. Grande e luminosa e ha conservato la sua vecchia chiesetta (Santa Caterina al Rinazzo) risalente al settecento costruita sopra alla vecchia chiesetta.

Dopo una sosta in questa chiesetta a angolo troviamo via Santa Filomena, una stradina caratteristica piena di vita soprattutto la sera e piena di ristoranti e bistrò – una volta c’era anche una famosa libreria che, purtroppo ha chiuso di recente –
Ci spostiamo e arriviamo al Largo Rinazzo alla nostra destra abbiamo una statua dedicata a Garibaldi che è molto criticata. La statua non è stata realizzata per Catania ma alla fine arrivò in città accompagnata da tante polemiche. Si organizzò un’inaugurazione che non venne mai poiché la statua rimase coperta per tempo fino a quando il cattivo tempo fece volare la copertura
Possiamo prendere qualcosa in una delle due pasticcerie più famose e riposare, oppure salire per la via Etnea che regala palazzi meravigliosi (se volete fatelo, a pochi passi, sulla sinistra, al numero civico 251 vi è il palazzo in cui è nato Ettore Majorana) ma la nostra prossima tappa è la villa Bellini.
Villa Bellini
Entriamo, osserviamo, gironzoliamo e poi ci portiamo nella parte più alta della villa per ammirare l’Etna nel chiostro della musica; dalla parte opposta al vulcano si possono osservare i resti di un labirinto della vecchio giardino dei Biscari (storia qui).
Concludiamo la nostra passeggiata proseguendo verso sinistra nel viale degli uomini illustri (niente commenti per favore, solo uomini) e usciamo dalla villa Bellini.
Scendendo abbiamo la fontana o Squib. Una volta c’era un teatro buttato giù per regalare ai catanesi una piazza. Il nome Squib deriva da un negozio che vendeva prodotti per barba e dopobarba. Percorrendo le scale ci ritroviamo in via San Euplio che abbiamo già visto, quindi ritorniamo verso la villa Bellini
Sulla sinistra il convento San Domenico, percorriamo la via santa Maddalena, superiamo la piazza San Domenico e piazza san Vito. Siamo a un incrocio, in basso la via Cappuccini (ricordate) nella parte opposta via del Plebiscito. Ecco cosa vedremo la prossima volta





