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Non una festa ma un giorno per riflettere

8 marzo è quel giorno. Esattamente il giorno più giallo dell’anno. Il giorno dedicato alle donne. Tutte le donne. 8 Marzo è la giornata internazionale della donna. Ma vi siete mai chiesti perché è nata, quando è nata, perché proprio quel giorno e perché proprio le mimose? E la storia della fabbrica dove morirono bruciate delle donne? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

8 Marzo giornata internazionale della donna

Ricorrenza internazionale che si celebra ogni anno, giorno 8 marzo, e che pone l’accento sull’importanza della lotta per i diritti della donna, la loro lotta sociale, l’emancipazione, la violenza contro la donna, eguaglianza di genere, diritti riproduttivi e discriminazione. La giornata internazionale della donna fa la sua comparsa negli Stati Uniti nel 1909, in Europa arriva qualche anno dopo (1911); in Italia dobbiamo aspettare il 1922.

Festa della donna

Molti indicano questo giorno come “La Festa della Donna”, esso è un modo molto ambiguo per indicare questa giornata perché, nell’immaginario collettivo, si pone l’accento più sull’atto commerciale e goliardico del giorno (regali, fiori, feste e cene…), senza prestare l’attenzione su quello che è realmente: una giornata per sensibilizzare e ricordare la lotta di tante donne, essere consapevoli che in molte parti del pianeta ancora ci sono donne non libere di vivere. Molte donne sono costrette a non studiare. Non decidono chi sposare e neppure cosa indossare.

Tutto iniziò così

Il voto. Sappiamo tutte che non ci era permesso di votare fino a qualche tempo fa.

Tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 nascono sia in Inghilterra che negli Stati Uniti movimenti per ottenere il diritto di voto. Le suffragette, così venivano chiamate le attiviste, volevano maggior partecipazione alla vita politica del proprio paese e cercavano di sottolineare anche il diritto al lavoro e l’indipendenza economica delle donne. Al capo di queste organizzazioni vi erano spesso donne borghese o comunque benestanti, spesso però le loro richieste erano percepite meno importanti dalle richieste, per esempio, dei diritti dei lavoratori maschi.

Iconica l’interpretazione di Glynis Johns in Mary Poppins, soprattutto quando fa il suo ingresso cantando Hip hip, suffragette Urra!

″Le radici di questa giornata risultano quindi dal movimento internazionale socialista delle donne, quando nel 1907 Clara Zetkin, (delegata del partito socialdemocratico tedesco e dirigente del movimento operaio), e Rosa Luxemburg, (teorica della rivoluzione marxista e fondatrice del partito socialista polacco e del partito comunista tedesco), organizzarono la prima conferenza internazionale della donna. Qualche tempo dopo, a Chicago, durante un’altra conferenza, colui che doveva presiedere alla conferenza, non si presentò. Ma il movimento non si arrese e tempo dopo una delle socialiste americane, Corinne Brown, prese la decisione di presiedere lei stessa l’assemblea, che venne poi battezzata come “Woaman’s Day”. Si parlò dello sfruttamento sul lavoro, la discriminazione e il diritto di voto e si decise di: «riservare l’ultima domenica di febbraio per l’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile» era il 28 febbraio 1909 (fonte ilcalendario.it)″

Come si arrivò a definire 8 marzo come data ufficiale?

Negli Stati Uniti la giornata dedicata a queste manifestazioni era l’ultima domenica di febbraio, nei paesi Europei, le date che leggiamo si differenziano un po’.

Si arriva al 1917 in Russia. Agli inizi dell’anno, la situazione si fa troppo delicata, la guerra, gli stenti, le donne che sostituiscono i propri uomini che sono al fronte. Durante le varie manifestazioni in quel freddo giorno mese di febbraio (8 marzo per il nostro calendario) a San Pietroburgo a manifestare scendono le operaie russe per chiedere la fine della guerra!

E, infatti, la data di inizio della rivoluzione bolscevica, è 8 marzo 1917

La leggenda della fabbrica in fiamme

Alle volte è una fabbrica francese, spesso americana; di solito la chiamano la fabbrica (tessile) Cotton. La storia narra che le donne erano a scioperare all’interno della fabbrica (?); il padrone cattivo le chiuse a chiave, scoppiò un incendio e tutte le donne morirono. Vicino alla fabbrica in fiamme c’era un albero di mimose, era l’otto marzo e si decise di dedicare quel giorno a quelle donne e di regalare a ogni donna, in ricordo di quell’evento, una mimosa.

Della mimosa parleremo dopo
Concentriamoci sulla fabbrica Cotton!

Cotton è cotone, molto simpatico e anche banale. Nessun giornale dell’epoca (non si sa l’anno ma si sa il giorno!) parla di un incendio in Francia o negli Stati Uniti. Di solito si manifesta all’esterno e non all’interno di una fabbrica.

Ma allora perché si inventò una storia del genere se le fonti storiche parlano di manifestazioni e di giornate dedicate ad assemblee al femminile?

In verità, a New York, un incendio in una fabbrica di tessuti avvenne, ed è una storia molto triste.

Si tratta della fabbrica Triangle a New York. Si usava, allora, chiudere gli operai a chiave per evitare che uscissero in continuazione per riposare o bivacchiare, o almeno questi erano le paure degli imprenditori, insieme al timore di parlare tra di loro e con i sindacati. Il materiale tessile era altamente infiammabile e gli operai morirono o imprigionati o nel vano tentativo di salvarsi saltando dall’ottavo, nono o decimo piano. I pompieri arrivarono subito le persone lanciandosi morirono perché le reti non sostenevano l’impatto. Erano 146 persone: 23 uomini, 123 donne. (info anche qui).

Tipica camicia del periodo, stessa creata nella fabbrica in cui avvenne l’incendio. Foto Pinterest, link https://www.pinterest.it/pin/371054456816237254/

La guerra e le rivoluzioni confusero la mente, confuse gli eventi (anche le operaie della Triangle, due anni prima, avevano manifestato) e realtà, fatti e ricordi errati si confusero creando una leggenda che ancora oggi inganna molte persone.

La Mimosa

Abbiamo chiarito il significato di questo giorno, compreso la nascita, l’importanza e visto le leggende sulla sua origine. Manca solo qualche accenno al simbolo dell’8 marzo.

Le mimose non si regalano negli altri paesi ed è un simbolo tutto italiano.

Un fiore che cresce spontaneamente in questo periodo dell’anno, facilmente reperibile ed economico. Scelto da due antifasciste Teresa Mattei e Rita Montagnana.

 

“Scegliamo un fiore povero, facile da trovare nelle campagne che è anche il fiore che i partigiani regalavano alle staffette”

Rita Montagnana

Piccoli puntini gialli, il colore dell’intelletto e dell’allegria, ma anche della forza, le mimose sono il simbolo perfetto per questa giornata

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