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 E se a Natale guardassimo un silent movie?

Diciamo la verità: a ogni Natale vi è la lista dei film da vedere e, quasi sempre, leggiamo questi titoli: Mamma ho perso l’aereo, Una poltrona per due, Miracolo sulla 34a strada, Love Actually, L’amore non va in vacanza e… tanti altri. Tutti film che è bello rivedere a Natale, e a me piacciono quasi tutti. Ma sapete cosa guardavo io a Natale quando ero bambina? Cosa aspettavo le serate fredde davanti alla TV con la mia famiglia? Le comiche mute, quei film in bianco e nero, dove non si parlava, solo musica, si leggevano quelle poche battute – i cartelli con i dialoghi – e tu sognavi. Non so cosa sognavo, ma mi piacevano e mi piaceva tanto Charlot, lo trovavo bello, anche se non capivo per quale motivo si dipingesse la faccia (lo facevano per esigenza scenica, all’inizio, per accentuare la mimica del viso con le vecchie pellicole era necessario un trucco forte) ma a me Charlot piaceva tanto!

I due re: Keaton e Chaplin 

Naturalmente c’erano altri attori e altri film ma a me piaceva lui. Poi mio padre mi parlò di questo attore che era bravo e famoso come Charlie Chaplin, ma il nome non mi piacque: era un attore che faceva le acrobazie e per questo lo chiamavano Saltarello. Dovetti aspettare tantissimi anni per scoprire quanto genio c’era in quel nome che non gli dava giustizia, perché Buster Keaton era un genio, spesso maggiore di Chaplin. Possiamo dire che i due si compensavano, ma l’astuzia di Chaplin lo aiutò a restare a galla negli anni trenta e quaranta, la resilienza di Keaton invece a ritornare alla ribalta dopo gli anni ’40.

Tango Tangles (1914), corto con Roscoe Arbuckle, canale YouTube Vibrant Heritage. Qui un inedito Chaplin recita senza il suo trucco abituale, il Vagabondo appare proprio in quell’anno per la prima volta. Da notare che in Italia il film è conosciuto come Charlot al ballo! 
 

Chaplin era elegante anche se incarnava un vagabondo, era abile e dava emozioni, ti commuoveva e ti faceva riflettere; Buster amava far ridere il suo pubblico così tanto che, appena si rese conto che se nel suo volto vi era un’espressione divertita la gente rideva di meno, creò quella faccia da pietra che lo rese immortale.

Entrambi hanno qualcosa che li rende, agli occhi contemporanei, degli stravaganti, dei tipi strani.

Il Vaudeville

Era una forma di teatro. Molti artisti volevano lavorare nel Vaudeville: vi erano comici, attori, acrobati, maghi, cantanti. Chaplin ci lavorò per tempo; Buster, invece, si può dire che nacque nel Vaudeville: i genitori erano due attori comici e la madre suonava anche il sax (una delle prime donne in America a suonarlo). Entrambi i due attori appresero molto da questo mondo e portarono al cinema tutto ciò che conoscevano. Charlie e Buster sapevano non solo recitare, ma ballare e cantare, scrivevano e dirigevano i loro film, Charlie era anche un compositore (e che compositore!), Buster, pur conoscendo la musica, non compose mai, ma sapeva fare una cosa: cadere e non farsi male!

Il cinema muto e il successo di Keaton e Chaplin

Il successo per Charlie arrivò per primo, sia per una questione di età, ma anche perché conobbe prima il suo mentore Roscoe Arbuckle. Inventò il suo vagabondo e presto divenne il più grande tra gli attori della nascente Hollywood (l’attore più pagato!). Buster si avvicina al cinema dopo essersi allontanato dal padre, si fa convincere sempre da Roscoe a iniziare e la loro collaborazione ha successo. Buster non ha mai studiato, è stato a scuola poche ore ma prende la cinepresa, la smonta, e la rimonta e, grazie anche ai consigli di Roscoe, impara tutto del cinema e lo sfrutterà con gli effetti speciali, effetti che oggi, pieni di intelligenza artificiale e roba del genere, spesso ci viene da dire: ma come cavolo ha fatto?

The Cook è un film del 1918, ritenuto perduto per tantissimi decenni. La ragazza era una nobildonna: Arbuckle aveva incontrato lei e un’altra nobildonna durante un ricevimento e le aveva invitate ad assistere alle riprese, solo che era ubriaco e quando le due si presentarono le scambiò per delle comparse e le fece sedere. Loro non obbiettarono e, penso, si saranno divertite tantissimo. Questo film è famoso anche per il balletto di Buster e Roscoe che imitano Theda Bara
 

Buster all’inizio guadagna pochino rispetto ai due grandi del cinema, ma non gli interessa, è un ventenne, era una stella nel Vaudeville ma il cinema lo ha conquistato e nei primi anni ’20 la sua casa di produzione pensa di poter sfruttare la sua immagine per contrastare il più grande di tutti: Charlie Chaplin!

Attenzione: non si sa se vi è stata una “guerra” tra i due. Erano amici, ma Charlie era il grande attore, Buster guadagnerà sempre meno. Quando ci sarà di ascoltare un consiglio spassionato da Chaplin, ovvero non firmare con la MGM perché avrebbe perso la libertà creativa, allettato dal contratto e poco lucido a causa dei suoi problemi privati, Keaton firma. Chaplin continua a essere un grande attore e avere la sua libertà artistica. Continuerà a girare film muti anche se ormai vi è il sonoro e non sarà mai trattato da marchetta. Era più lucido e scaltro (non si vive solo di arte). Buster con l’arrivo del sonoro perde credibilità e fama sia per via dei limiti creativi, che a causa del divorzio da Natalie Talmadge: tutto questo lo porterà nel tunnel dell’alcol.

Ma andiamo a noi, e ai film che voglio consigliarvi se, per caso, qualche sera avete voglia di qualcosa di diverso dalle atmosfere natalizie. Ecco a voi una lista di film di Charlie Chaplin e Buster Keaton.

Charlie Chaplin il vagabondo poeta

Vita da cani (1918): il vagabondo qui ha un’amica, una meticcia che lo aiuterà per tutta la durata del film. Finale felice con tanti cuccioli.

Luci della città (1931): la tenerezza vince su tutto. Mi venne da piangere per il finale. In questo film vi è la scena più ripetuta nel cinema poiché Chaplin non era soddisfatto (il momento in cui la fioraia lo scambia per il milionario) e, pur essendo un film del ’31 e tutti a quell’epoca già utilizzavano il sonoro, Chaplin continuò a girare film muti. Luci della città è considerato uno dei suoi migliori film e undicesimo nella lista dei migliori film americani di tutti i tempi.

Tempi moderni (1936): Iconica la scena finale di Charlie e Paulette che si incamminano speranzosi con lui che le consiglia di sorridere con in sottofondo la musica di Smile composta proprio da Chaplin. Charlie voleva farne il suo primo film sonoro ma poi pensò che il suo vagabondo avrebbe perso la poeticità. In questo film vi sono allusioni alla droga, anche se già dal 1930 era attivo il Codice Hays, quello attuato perché attori e film erano moralmente deprecabili, ma ancora non c’erano tante restrizioni.

Il monello (1921): per me è un perfetto film di Natale, commovente, pieno di sentimento. Il tratto distintivo di Chaplin che mescola dramma a commedia. Il film ebbe una lavorazione lunga e problematica per via dei problemi di Chaplin con la morte prematura del primo figlio e il divorzio dalla moglie. Ne Il monello si evince la possibilità di sfruttare al meglio le doti artistiche di un bambino: Jackie Coogan era un piccolo attore del Vaudeville, notato dal regista passò al cinema e dopo la Seconda Guerra Mondiale continuò a lavorare diventando il famoso Zio Fester nella serie tv La famiglia Addams.

Il circo: per una serata spensierata, il circo ha qualcosa di magico. Diciamo la verità, tutti, soprattutto quando eravamo piccoli, sognavamo di lavorare in un circo. Magari non finire nella gabbia con un leone, ma lavorarci e girare il mondo, quello sì. Chaplin girò la scena della gabbia del leone circa 200 volte. Ma la cosa strana è che Il Circo era la pellicola odiata dal regista, non per la trama o perché non ebbe successo, anzi, ma mentre girava successe di tutto: da problemi tecnici, eventi spiacevoli, il divorzio dalla seconda moglie che gli causò anche un periodo di stress. Il regista fece pace col film solo tempo dopo e gli valse pure un Oscar alla carriera.

La febbre dell’oro (1925): era liquirizia, giusto? La baita invece fu ricreata con un modellino… E la scena dei due panini iconica, divertente, ma Charlie la prese in prestito dal suo amico Roscoe che fa la stessa gag in un film del 1917 (uno dei primi con Buster). Mi venne la voglia di vivere sulla neve, chissà perché?

La casa tempestosa contiene la stessa scena che ripeterà Charlie Chaplin ne La febbre dell’oro. Da sottolineare che è il secondo film con Keaton che è pure sceneggiatore e regista del corto!

E qui abbiamo una delle scene che lo ha reso immortale. Non so se è stata copiata o voleva solo omaggiare il suo mentore. Ricordiamoci che Chaplin era un instancabile perfezionista e come artista molto egocentrico ma c’è anche da dire che, a quell’epoca, i film di Fatty Roscoe erano stati banditi per lo scandalo Virginia Rappe.
 

Buster Keaton effetti speciale e pericoli!

(ok qui per me è stato un tantino difficile…)

Lo sciocco (1920): Giovanissimo, non è ancora il regista che conosciamo, ma il film lo trovo adatto per questo periodo. Vi è una smorfia che assomiglia a un sorriso, un bel sorriso.

Hard Luck (1921): non ha nulla di natalizio ma se vi sentite giù, cosa c’è di più divertente di un tizio che cerca di suicidarsi e non ci riesce? Il film fu considerato perduto per cinquanta anni. Nel 1980 nella cineteca italiana di Milano si trovò un film datato 1917 con il titolo Nel paese degli armadilli e invece era Hard Luck ma senza la scena finale, iconica, che, secondo Keaton, scatenò la risata più fragorosa nel suo pubblico. La parte mancante, fortunatamente, è stata ritrovata in un archivio in Russia. Il film è keatoniano e, quindi, onirico, ma è evidente manchino delle parti.

Keaton, convinto da Virginia Fox sale sul trampolino, sa che è sposata e tenta il suicidio per un’ultima volta…
 

Sherlock Jr (1924): Capolavoro, magia e sogno, un meta racconto, con effetti speciali. Keaton adorava parlare del cinema nel cinema, il suo personaggio entra in uno schermo e la scena cambia ripetutamente facendo cambiare posizione a Buster (siamo nel 1924!). Keaton non usò mai controfigura ma in una scena del film fa da controfigura all’attore che interpreta un poliziotto. Ancora oggi vi sono video tutorial che spiegano come sia sparito nella pancia di un altro attore!

The General (Come vinsi la guerra) (1926): è il capolavoro dei capolavori, ma è il film che inclinò la carriera di Keaton a causa del flop al botteghino e dei costi (ha la scena più costosa dell’epoca). Un misto tra Speed, un film di guerra e la comicità buffa di Keaton. Il cinema Keatoniano non è altro che far diventare una cosa complessa semplice, qualcosa che è pericoloso diventa aiuto, l’impossibile viene superato con facilità. Le cose non sono mai come le vedi! Tutte le scene con la locomotiva vennero girate con veri treni, su una locomotiva vi era la troupe e sull’altra Keaton. Costruì un ponte, gli diede fuoco, gli fece passare una vera locomotiva che andò giù nel fiume. Al numero 18 dei film più belli d’America! Per Orson Welles era un capolavoro, bello e autentico. (diceva anche che Keaton era una delle persone più belle mai ripresa in fotografia).

Steamboat Bill Jr (1928): sì, due centimetri e rischiava di essere schiacciato da quella parete. Risate, amore, e tanta tensione. Io amo la scena del cappello! Buster voleva un uragano ma i produttori dissero che l’uragano provoca tante vittime! A un tratto sembra di stare in un mondo onirico e lui è un perfetto folletto! In Italia è conosciuto con il nome Io e il ciclone (dopo la serie di Saltarello i titoli furono quasi tutti Io e…) o Bill del vaporetto.

 

La scena mitica di Steamboat Bill Jr (io e… il ciclone)

The Cameraman (1928): non potevo non inserire un film ambientato a New York. Conosciuto in Italia anche con il titolo Io e la scimmia (anche se la scimmia appare negli ultimi 20 minuti) lo considero un antenato delle commedie romantiche americane. Keaton creò anche le scenografie e un drago di una delle scene della guerra tra mafia cinese. Il primo film con la MGM anche se è un buon film la lavorazione fu faticosa e l’umore dell’artista si nota nel suo volto di pietra. N.B.: non c’era ancora il Codice Hays e nella scena della piscina si nota che Buster è veramente nudo!

Keaton e Chaplin insieme

Abbiamo ricordato i film dell’era del muto che ci hanno fatto sognare, ma i due hanno recitato anche insieme. Successe che la moglie di Chaplin gli consigliò per una scena del film Luci della ribalta di contattare proprio Keaton…

La tv è brutta ma ti fa bene

E quindi Chaplin chiama Keaton. Quando lo incontra nota che l’amico è in gran forma. Qual era il segreto? Keaton chiede se guardasse la televisione. Chaplin risponde dicendo che quello strumento diabolico lui non lo vuole neppure nominato e va avanti per tempo parlando male della TV ma poi gli chiede cosa c’entrasse il fatto di vederlo in gran forma con la televisione? Risposta: “Perché la faccio”.

Si dice che a un certo punto Chaplin fosse annoiato dalla troppa inventiva e creatività del collega e che tagliò scene perché aveva paura che si potesse vedere che Buster era più bravo di lui. Non so, io ho tanto rispetto per tutti e due che non voglio credere a questa cattiveria, ma di sicuro una scena piccolissima diventò una bella gang da sette minuti. A me piace pensare che a fine giornata, entrambi, tornando nelle loro camere, nei loro letti, abbiano pensato: è stato bello lavorare con lui!

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