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Cosa vedere all’Antico Corso di Catania: itinerario tra storia e tradizioni

Sapete dov’è l’Antico Corso?
Siamo arrivati all’ultima tappa nei quartieri storici di Catania (anche se il nostro viaggio non finirà qui).
Un percorso che ci ha fatto salire e scendere infinite scale, attraversare piazze, vicoli e storie. E ora siamo qui, nel cuore antico della città: u Cursu, come lo chiamano i catanesi.

Sant’Agata alla Vetere e la chiesa del Carcere

Il nostro itinerario comincia da Sant’Agata alla Vetere, la prima chiesa dedicata alla patrona di Catania. È un luogo che trasuda memoria: nei sotterranei si intrecciano storia nobiliare, fede e anche un pizzico di mistero.
Poco più in là, la chiesa di Sant’Agata al Carcere racconta un altro capitolo della leggenda della Santa, con un’atmosfera raccolta e intensa. Vi consiglio di visitarle entrambe: è una delle esperienze più autentiche che si possano fare in città.

Via Plebiscito e via Santa Maddalena: la Catania popolare

Da sant’Agata alla Vetere ci immergiamo in via Santa Maddalena, che segna il punto d’incontro con via Antonino di Sangiuliano. È una zona un po’ trascurata, ma piena di carattere.
Entrando in via del Plebiscito, il panorama cambia: una volta era una via elegante, costellata di palazzi nobiliari e case signorili. Oggi conserva un fascino più ruvido, popolare, con le putie che arrostiscono carne di cavallo e l’inconfondibile profumo che invade la strada.

Dietro un distributore di benzina si nascondono due testimonianze storiche dimenticate: la Torre del Vescovo, ormai ridotta a rudere, e il Bastione degli Infetti, uno dei resti delle antiche fortificazioni cittadine. Negli anni Sessanta rischiarono entrambi di essere demoliti, ma qualcuno ebbe il buon senso di salvarli. Li chiamo “i miracolati”: a Catania, essere antico non è sempre bastato per essere rispettato.

Oggi, il Vecchio Bastione è rinato grazie a diverse associazioni culturali che organizzano eventi, mostre e laboratori con i bambini. Un piccolo segno di speranza in un quartiere che merita più attenzione.

Il quartiere dell’Itria e l’Antico Corso di Catania

Proseguiamo lungo l’Antico Corso vero e proprio.
Durante i bombardamenti del 1943 la zona fu gravemente danneggiata. Invece di ricostruire le antiche case, si scelse di demolire per far spazio a un ospedale (oggi dismesso), a un istituto scolastico e ad alcune palazzine popolari.
Per fortuna, alcune viuzze sono sopravvissute, come via del Piano e via Mascali, che conducono fino alla piazza di Santa Maria dell’Itria. È una piazzetta raccolta, dal fascino intatto, con una piccola chiesa oggi utilizzata per eventi culturali.

Il quartiere si chiama ancora Itria, e sulle vecchie case si leggono le iscrizioni “Sezione Itria”, tracce di un passato comunitario che resiste. Percorrendo via Itria si arriva a piazza Dante, una delle più belle di Catania.

Il Monastero dei Benedettini e la chiesa di San Nicolò l’Arena

Da qui entriamo in via Biblioteca, nel regno dei monaci benedettini.
All’interno del Monastero dei Benedettini, oggi sede universitaria, si può visitare la biblioteca Ursino Recupero, una delle più importanti d’Italia. Il Monastero è un luogo che toglie il fiato: tra chiostri, scalinate in marmo e giardini nascosti, sembra di camminare in un palazzo reale. Non a caso, molti turisti lo confondono con un castello o lo paragonano alla Reggia di Caserta.

Dopo la visita, uscite in piazza e ammirate la maestosa chiesa di San Nicolò l’Arena, protagonista delle pagine di I Viceré di De Roberto. Proprio qui, la letteratura incontra la pietra lavica e la storia si fa racconto. Salite sui tetti della chiesa e ammirate la città.

L’acchianata di via Sangiuliano: dove passa Sant’Agata

Da piazza Dante, imbocchiamo via Clemente fino all’incrocio con via Santa Maria Maddalena. Qui comincia la celebre “acchianata” di via Sangiuliano, il tratto che ogni febbraio percorre il fercolo di Sant’Agata durante la festa.

L’Antico Corso finisce qui, dove il passato incontra il presente.
Un quartiere che ha sofferto, che ha perso tanto, ma che continua a raccontare la storia più autentica di Catania: quella di chi resiste.

Scendiamo dalla via di Sangiuliano e arriviamo in via Crociferi — una delle strade barocche più belle del mondo. Più in giù, i Quattro Canti, piazza Manganelli, via Etnea, e infine… il mare.


Prossima tappa del viaggio: Ognina, il borgo dei pescatori di Catania

Lasciamo i vicoli del centro per seguire il richiamo del mare.
Il nostro viaggio continua a Ognina, antico borgo di pescatori dove gli scogli lavici si tuffano nell’acqua limpida e il sole, all’alba, illumina le barche ormeggiate.
Un luogo che profuma di sale, di storie e di partenze: la Catania che si risveglia con il mare negli occhi.

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