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SOLO STORIE BELLE

Salina è magia: piccoli sentieri, scorci verdi, calette e borghi sul mare che ti portano in un’altra dimensione.

Vi racconto questa storia

Quest’anno, dopo una lunga riflessione (che, evidentemente, è durata tanto), abbiamo deciso di andare a passare le nostre vacanze a Salina e un giorno a Stromboli. Ho iniziato la mia ricerca per una casa, un B&B o Hotel ma non conoscendo l’isola e, sicuramente, essendo già un po’ in ritardo con le ricerche, non siamo riusciti a trovare quello che volevamo. Il nostro ostacolo più grosso non era trovare una camera ma un luogo che accettasse animali. Molti dicevano di sì ma che Mimì non poteva restare solo in camera. I motivi sono ovvi: spesso abbaiano, grattano le porte, fanno i bisogni anche sui letti. Era inutile spiegare che il nostro è un bullo francese e che l’hobby preferito di Mimì quando è solo in camera è russare!

Quindi abbiamo modificato i nostri piani scegliendo Stromboli come nostra meta principale e Salina da vedere in un giorno

 

ATTENZIONE: consiglio il contrario ma, naturalmente, dipende dalle Vostre esigenze e preferenze.

 

Decidiamo il giorno e prendiamo i biglietti (3 biglietti andata e ritorno Stromboli-Salina 120 euro).

La pioggia ha reso la nostra permanenza faticosa

Il giorno stabilito è nuvoloso e fulmini in lontananza fanno presagire pioggia, ma il meteo per Salina dà pioggia fino alle 9.00 il momento in cui noi saremo arrivati nell’isola.

Non è così. Scendiamo e inizia questo temporale. Da notare: Salina si trova tra Lipari e Panarea, nella prima isola in quel momento c’era l’alluvione, nella seconda una tromba d’acqua:

Riusciamo a vedere solo questo bel porto, la “bicicletta de Il Postino”, la chiesa di Santa Marina e, dal lungo mare, salendo per una viuzza con dei gradini ci siamo ritrovati davanti alla chiesa di Maria Santissima Addolorata (purtroppo chiusa in quel momento). Eravamo in via Risorgimento, nella via principale di Santa Maria di Salina con una leggerissima pioggerillina che rendeva tutto più poetico. Chissà come è attraversare questa via al tramonto. A un tratto ricomincia a piovere e siamo nuovamente sulla Piazza di Santa Marina a ripararci, come tanti, sotto una tettoia e il tipo dell’enoteca accanto ne approfitta per accogliere clienti. I prezzi, noto, sono abbastanza buoni, se dovesse continuare a piovere, mi fiondo sul vino e pazienza!

Ma torna un po’ di sole e continuiamo a camminare, sperando in un taxi, un pullman o qualcosa che ci faccia vedere l’isola. Ormai sono rassegnata, Pollara la posso dimenticare!

Pioggia nuovamente, e ci fermiamo nella via del Lungomare, sotto un albero tra due chioschetti per vendita di pacchetti escursioni.

Incontri che svoltano la giornata 

Vedo un manifesto sullo Stromboli sempre in eruzione e, pensando di non essere ascoltata da orecchie estranee mormoro ad alta voce che poi, alla fine, lo Stromboli è meno rumoroso di come lo descrivono. Sento una voce bacchettarmi e pregarmi di non andare in giro a fare certe considerazioni, perderebbe clienti. Mi volto e nell’altro chioschetto vi è un uomo dall’aspetto simpatico e gentile. Iniziamo a parlare, gli spiego che il problemnon è lo Stromboli, noi siamo di Catania e abituati alle eruzioni. L’uomo vuole aiutarci, è dispiaciuto perché ci troviamo sull’isola più bella delle Eolie e non la possiamo ammirare, gli spiego anche che non eravamo riusciti a trovare una stanza per Mimì, lui comprende e cerca di trovare una soluzione. Alla fine vede nella piazzetta del porto un furgone e ci invita a prenderlo, è gratis, ci porta a Lingua a gustare del pane cunzato.

Verso Lingua

E così facciamo. Il bar ristorante Il Gambero si trova sulla piazzetta che da sulla spiaggia di Lingua, il pulmino porta la gente che da Santa Marina di Salina vogliono gustare le loro prelibatezze.

Abbiamo visto le famose saline e ci siamo immersi in questo borgo che ha l’aria di un set cinematografico e la pioggerellina dava quell’atmosfera onirica che si sposava con il luogo. Il lungo mare ospita vari bar e ristoranti, bazar e negozietti. Vi è la chiesetta di San Bartolomeo e il museo del mare e del sale (purtroppo chiuso). In quel posto ci sono vari posti dove alloggiare o mangiare e una fermata dell’autobus.

Nel pomeriggio abbiamo fatto un’altra passeggiata, neanche il tempo per un vero bagno. L’acqua limpida e bassissima poca spiaggia, munitevi di scarpette perché è piena di sassi. Purtroppo il nostro tempo era scaduto, siamo tornati indietro e abbiamo dovuto salutare questo splendido posto con la promessa di ritornare e stare più giorni, magari con Mimì che avrebbe apprezzato Lingua e l’intera isola.

Angela mi ha chiesto “E allora, tra Vulcano e Salina?” e io incerta ho risposto “Ebbene Salina ma a Vulcano c’è un pezzo del mio cuore”.

Chi ha conosciuto Salina lo sa: si trasforma in un rifugio dell’anima, dove ogni angolo sembra sussurrarti e ti fa sentire a casa.

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