Andrea Camilleri nasce a Porto Empedocle il 6 settembre del 1925. Un secolo fa. Un autore diventato famoso solo dopo i settanta anni ma che ci ha lasciato tantissimi romanzi tra la serie del Commissario Montalbano e i suoi romanzi storici. Ma Camilleri non era solo scrittore ma anche regista e, per un certo tempo della sua vita poeta e biografo. L’amore per il teatro lo accompagnerà per tutta la vita. Provate a leggere uno dei suoi romanzi e troverete tanto teatro, ogni personaggio, anche il più piccolo, ha delle caratteristiche, dei modi di fare, dei vezzi nel parlare o, solamente, un passato da raccontare che lo rendono vivo, così come i personaggi di un testo teatrale vivono attraverso gli attori.
Qui di seguito propongo 10 romanzi per conoscere questo grande scrittore che tra una lingua molto particolare e scorci magici, ci ha trasportati nella sua Sicilia


Il Birraio di Preston: altro romanzo storico. Bizzarro e tratto, come sempre, da fatti realmente accaduti ma a Caltanissetta. Pubblicato il 6 aprile del 1995 è, come sempre, ambientato nella sua Vigata. Camilleri si divertì tanto con questo romanzo: ogni capitolo e titolo non è altro che un incipit famoso ma tradotto nella lingua di Camilleri. Un’altra caratteristica di questo romanzo è, che secondo l’autore, si può scegliere l’ordine dei capitoli da leggere che descrivono diversi punti di vista dei vari personaggi.

La forma dell’acqua: il primo della serie di Montalbano dove la Sicilia e il teatro si manifestano da subito. Due ragazzi trovano il cadavere di un uomo facoltoso e, prima di chiamare la polizia, pensano di telefonare all’amico e consigliere della vittima ma, ripensando alla chiamata avuta con l’uomo, uno dei due sente qualcosa che non suona. La forma dell’acqua significa in questo romanzo che ognuno, da alle cose, il significato che vuole. Nella serie TV la forma dell’acqua è il terzo episodio.



La vampa d’agosto: descrivere un torrido agosto, costretti a lavorare e la passione per una giovanissima ragazza. Il tradimento, quel senso di sentirsi stupidi e poi come può la letteratura essere tale con i problemi di speculazione edilizia e abusivismo? Quando ho letto il romanzo non ho compreso appieno questa scelta: abusivismo e speculazione edilizia sono argomenti sempre stretti e antipatici per la cronaca e la letteratura. Ho scoperto tardissimo come, invece, la letteratura contemporanea deve occuparsene. Grazie maestro!
Riccardino: l’unico romanzo della serie di Montalbano con un nome, anzi vezzeggiativo. Riccardino. Era un nome provvisorio per intitolare il file di Word quando decise di scrivere il finale anni prima di concludere. Camilleri scherza e si prende gioco dei suoi lettori dato che in uno dei suoi ultimi romanzi ci mostra un Montalbano quasi odioso (Il metodo Catalanotte e quel teatro amatoriale che ti fa fare di tutto pur di esser-ci). Alla fine ho pianto sia per lo scrittore che per l’uomo.

Gran Circo Taddei: una raccolta di racconti con cui lo scrittore dava vita a tantissimi personaggi particolari, spesso frutto dei suoi ricordi, pezzi di articoli di giornali o racconti, alcune volte dava spazio alla sua fantasia. Con date che vanno dalla fine dell’ottocento fino alla prima metà del ‘900 ma, tra le pagine troviamo anche qualcosa di fiabesco.
Andrea Camilleri ci ha lasciato tantissimi titoli e ho deciso di pancia, quelli che mi hanno colpito o mi hanno accompagnata in un periodo della mia vita: Il filo di Fumo lo lessi mentre allattavo e fu faticoso a causa del poco sonno di quei mesi; Riccardino per me è l’addio a un autore che ho adorato e che mi ha insegnato tanto; La vampa d’agosto l’ho odiato perché lì il mito del fedele Salvo traballa e poi allora non mi interessava il tema dell’abusivismo e la speculazione edilizia, li trovavo argomenti noiosi e pochi inclini alla letteratura. Quanto mi sbagliavo.




