Stromboli è la terza isola delle Eolie che ho conosciuto, dopo Vulcano e Panarea, seconda in cui ho pernottato. Su Stromboli avevo tantissime aspettative, essendo, nel mio immaginario ma anche nell’immaginario di tanti abitanti di Stromboli e Catania, legato all’Etna.

N.B: gli abitanti di Stromboli sono chiamati Strombolani, le eruzioni Stromboliane!
Comincio col dire la cosa che più mi rammarica: non è scattata la scintilla e non so quale sia stato il problema. Stromboli è un’isola perfetta, tra mare, fuoco e vegetazione. Da dove eravamo noi, proprio ai confini col paese di Stromboli, dalla parte del porto, le eruzioni non si vedevano, lo si vedeva solo fumare. Qualcuno aveva anche millantato che la notte sull’isola non si dorme per via del borbottio di Iddu. Non ho sentito nessun borbottio, forse il fatto di vivere a Catania e convivere con l’Etnea tutti questi fantomatici problemi io non li ho percepiti, ma Iddu fa le sue spettacolari eruzioni che puoi ammirare di notte. Mi spiace solo non essere riuscita a raggiungere Ginostra per vedere il paesino, ho saputo solo dopo della questione delle capre, di cui vorrei parlare nei prossimi giorni, perché alcune persone non hanno compreso il reale problema di convivere con questi simpatici e distruttivi animali.

Cenni storici e conformazione
Stromboli è perennemente attivo, ma per ammirare le eruzioni ci si deve spostare sul versante sud-ovest e nord-est. Il periodo meno attivo più recente risale all’inizio del ‘900.
Uno dei primi insediamenti sembra essere quello della parte di San Vincenzo (Villaggio di San Vincenzo). Vi è una chiesa dedicata a San Bartolomeo, e quello che mi ha incuriosita è che pur essendoci lidi, qualche ristorante e qualche negozio sul lungo mare sino a via Regina Elena, sembra, tra le isole che ho visitato, quella più raccolta. Ho provato a indagare il perché di questa caratteristica ma nessuno degli strombolani a cui ho chiesto mi ha saputo rispondere. Sembra proprio che gli abitanti abbiano deciso di abbracciare il vulcano. Per arrivare al centro si deve camminare per un po’, in salita, sia che si prenda dalla via Roma che per la via Regina Elena. In alto troviamo la chiesa di San Vincenzo Ferreri con la piazza e il bar Ingrid. Gli abitanti sono circa 400 mentre a Ginostra a cui ci si accede solo per mare, in inverno sono 40.
Le case sono bianche e vi sono molto buganvillee. Dalla via Regina Elena si può accedere a delle viuzze, mulattiere o come le chiamerebbe un genovese, creuze, che portano a delle cale molto suggestive. Noi alloggiavamo all’Hotel che da sul mare con vista Strombolicchio, ho scoperto tutte le altre cale grazie alle passeggiata all’alba con Mimì.
Lo Strombolicchio
Merita una piccola nota, amico per giorni nel mio soggiorno a Stromboli.
La leggenda narra che è il tappo del vulcano lanciato durante un’eruzione. In realtà Strombolicchio è il primo nucleo vulcanico delle intere isole. Qualche hanno fa, scherzando con mia figlia, le dicevo che Stromboli ed Etna si amavano e Strombolicchio era il figlio. Adesso che abbiamo scoperto che Strombolicchio è più vecchio dello stesso Stromboli la storia non regge più.
Fino all’inizio del ‘900 Strombolicchio era alto circa 70 metri, per creare il faro si è deciso di spianare l’apice e adesso è molto più basso.

Il Radical chic e i recenti problemi
Stromboli è quel posto in cui alle 6.00 del mattino passeggi col tuo bulletto e incontri una signora in costume da bagno e pallina in mano con il suo pelosetto e, mentre chiacchieri con lei comprendi di parlare con una famosa attrice italiana. O ti ritrovi in una serata dedicata al tuo scrittore preferito. Gli artisti amano quest’isola, forse perché più lontana e meno mondana di altre, o perché qui ha vissuto la Ingrid Bergman (e di questo gli strombolani vanno fieri). Alcuni aspettano di spennare il turista, ma quello, è risaputo, lo trovi dappertutto. Non sempre ci siamo trovati bene, come in un ristorante dove, erano passate le sette di sera ed era domenica, al piano di sotto ci dicono di accomodarci ma, saliti in terrazza, non ci hanno fatto sedere perché dovevano pulire! Attenzione, non tutti sono così, e in molti posti mi sono sentita a casa. Molti turisti sono mordi e fuggi, arrivano con l’aliscafo per bagno e passeggiata con selfie su Strombolicchio e poi vanno via. Molti non vogliono restare, forse per via dei prezzi ma per gli strombolani la causa è un’altra.

L’incendio di tre anni fa per quella serie televisiva e l’alluvione che causò tanti danni proprio a causa della terra bruciata e senza vegetazione hanno causato troppe criticità agli abitanti dell’isola. L’anno scorso poi quell’esplosione del vulcano con tanto di video allarmistici sui social. Gli abitanti si difendono come possono. Sono ingegnosi e sempre sorridenti. I Vip arrivano ma si tengono alla larga su barche e ville. Molti arrivano solo per farsi il bagno e una passeggiata e lasciano spazzatura ovunque. Il prezzo dell’asporto della pizza è eccessivo. Si è a Stromboli e tutte le cose semplici sembrano difficili. Ma, come si sta leggendo su molti quotidiani, arrivare alle isole è costosissimo: noi da Stromboli per Salina abbiamo speso 120 euro per tre persone andata e ritorno!
Dove alloggiare
Noi abbiamo alloggiato al Villaggio Hotel Stromboli. Attenzione! Vi è un altro posto con lo stesso nome che si trova in Calabria e sul web la gente si confonde e recensisce l’uno invece che l’altro. Le camere sono pulitissime, le signore che si occupavano della nostra molto gentili. Buona la colazione. Non ci sono terrazzini e balconi privati eccetto pe qualche stanza. Avevo chiesto un balcone dove far stare Mimì e mi sono ritrovata in un terrazzino in comune con alcuni adolescenti.
Si possono anche affittare camere e case, la cosa carina che ogni casa ha un nome. Questo mi piace tanto.
Supermercati
Nella zona dove stavamo vi è un negozietto. Ma in paese ve ne sono altri. I prezzi sono abbastanza accessibili, ricordiamo che Stromboli è tra le isole più lontane e il prezzo varia anche per via dei costi di trasporto.
Dove Mangiare?
Noi abbiamo mangiato spesso da La terrazza di Eolo, all’interno dell’Hotel. Si mangia bene, servizio perfetto e i ragazzi tutti gentili, ti coccolano e poi hai una vista spettacolare con Strombolicchio.

Cosa fare?
Escursione sul vulcano, una gita a Ginostra, visitare tutte le calette, se vi trovate in paese di giorno da lunedì al venerdì, la mattina potete visitare il museo del cinema, di pomeriggio la casa dove alloggiò Ingrid Bergman. Insieme no, non si può, quindi se vivete lontano dal centro o vi organizzate e state tutto il giorno in paese, o prendete due volte il taxi (costo 10 euro a corsa) per poterli visitare. Ricordo che le strade non sono illuminate e sembra un ritorno al passato, quindi munitevi di una torcia o decidete il tipo di vacanza: se amate il mare e volete una vacanza di spiaggia sole e mare, pernottate vicino le calette o la spiaggia, se volete anche vivere soprattutto il paese e i locali scegliete una casa più interna, tra le viuzze si arriva in spiaggia in dieci minuti.
Ritornerò a Stromboli? Sicuramente per visitare Ginostra. Non è partito l’amore, credo perché sono team Magnani (ma di questo ve ne parlerò presto!)





