Ehrchiliosi, una parola per tanti sconosciuta, anche alle mie orecchie, la prima volta che l’ho sentita; non ho capito di cosa si trattasse, non ho capito il senso, ero quasi stordita.
Eppure esiste e può essere molto pericolosa per i nostri pelosi!
ATTENZIONE: quello che sto per scrivere è la mia esperienza personale, non ho intenzioni di fare critiche e neppure far capire che la mia esperienza, quella del mio Mimì, sia universale. Mia intenzione è solo raccontarvi la mia esperienza per poter aiutare altri cani, perché di Ehrchiliosi si può morire!
Il nostro bulletto sta male
Abbiamo sempre avuta cura del nostro bullo e siamo stati attenti anche alla questione “parassiti”. L’estate scorsa, a mare, il collare lo toglievo solo per fargli il bagno e, una volta in camera, dopo aver tolto l’acqua salata e asciugato bene, lo indossava nuovamente.
Adesso non so se sia successo durante il tragitto o meno, non so quando è potuto accadere, ma è capitato.
L’estate finisce, si ritorna alla vita di tutti i giorni e arriva dicembre. Una domenica, credo la settimana prima di Natale, Mimì è moscio e resta tutto il tempo a dormire davanti alla finestra della camera da letto. Non ci preoccupiamo perché i bulli di solito dormono tanto. La sera esce per la solita passeggiata, è più tranquillo del solito, inizia a piovere, facciamo una piccola corsa. Una volta entrati resta indietro, fa fatica a entrare, credo perché si è distratto con qualcosa sulle scale.
La mattina dopo fatica a camminare, le zampe posteriori tremano e lo portiamo in clinica. Lì ci dicono che forse si è fatto male, io penso alla sera prima, alla pioggia, forse sarà scivolato e io non mi sono resa conto… Il Veterinario di turno ci dice che forse ha la zampa che gli fa male, ma lo vede bene, magari di tornare nel pomeriggio quando c’è l’ortopedico, visitarlo adesso non conviene, è presto e durante le ore notturne si paga di più.
Così torniamo a casa. Mimì non mangia e trema, fa fatica ad alzarsi, scivola con le gambe posteriori e poi si blocca come se fosse un animale imbalsamato. Gli scappa la pipì.
Si Aspetta inutilmente
Chiamo nuovamente la clinica e mi dicono che se dovesse peggiorare di riportarlo. Alle 14.00, dato che non mangia e non beve, continua a camminare male e trema lo riportiamo e inizia il nostro calvario.
Io, mia figlia e Mimì restiamo ad aspettare dopo che ho esposto per la terza volta le condizioni del mio Bullo. Mimì non vuole sdraiarsi, sembra dolente ma si trattiene, spesso alza una delle zampe.
Dopo tanta anticamera una dottoressa ci degna della sua attenzione: è stanca e annoiata, non vede ora di tornare a casa. Mi dice che l’ortopedico arriverà alle 15.30 perché non mi sono prenotata? Le dico che avevo già telefonato e parlato con la segretaria alla reception. Mi prega di camminare con cane e poi sentenzia «Ma non lo vede che il suo cane zoppica, ha bisogno dell’ortopedico, aspetti fino alle 15.30».
Spero non fosse sua intenzione ma mi ha fatto sentire una stupida, ignorante e anche pezzente che non vuole pagare una visita di routine.
La collega le sussurra “ma ha detto che non mangia…” ma lei dalla passerella ha già capito tutto: Mimì ha una zampa slogata!
E io mi fido di lei perché quella con la laurea di Veterinaria è lei io posso solo discutere di tutto e di nulla con i miei studi!
Ci dicono di stare sedute e aspettare così che il cane non vada in giro a fare pipì indicando un piscio vicino a una sedia, piscio che c’era già prima del nostro arrivo (ma non lo dico che il mio cane la pipì l’aveva fatta prima di entrare perché l’ho abituato così, siamo ignoranti in veterinaria ma educati!)
Aspetto con un cane che trema e una bimba di 9 anni che magari era stanca, che magari aveva compiti da fare…
Ci spostiamo in altre sedie, c’è una specie di panca ricavata da un muretto, penso che, facendolo salire lì si possa rilassare e riposare, ma continua a essere rigido e non volersi sdraiare. Ritorna sul pavimento, torna ad alzare una zampa, faccio foto per inviarle a mio marito
I minuti e i quarto d’ora passano e poi vedo le due dottoresse andare via, il loro turno è terminato, non ci considerano, siamo invisibili.
Qualcuno finalmente ci degna di attenzioni
Sono quasi le 16.00 e la mia pazienza, sta terminando e sto per poter far uscire la corda pazza! Vedo un veterinario e lo fermo, gli espongo per l’ennesima volta la questione, capisco che è lui l’ortopedico, mi dice che non c’è una prenotazione a nostro nome, ma ha il lusso del tempo di toccarlo il mio cane. Gli faccio vedere le foto che gli avevo scattato, mi ringrazia e lo capisce, perché basta toccare un cane per capirlo, che non è una zampa rotta, ma lui pensa quello che temo io: ernia.
Ma non può fare nulla, non ha le competenze ma conosce una dottoressa, una neurologa che può aiutarci
Chiamo mio marito e sono quasi le 17.00 quando ci troviamo nella nuova clinica.
Molto simpatica e gentile, mi chiede se il cane avesse febbre, dico che nessuno aveva misurato la temperatura e mentre lo visita mi chiedo se l’ernia porti tanto dolore. Soffro di mal di schiena e certe volte, se sono troppo stanca, il dolore aumenta tanto da voler lamentarsi. Il mio Mimì non si lamentava, stava bloccato, indolenzito, stanco.
La dottoressa non controlla la temperatura del bulletto, dice che è ernia, che deve essere operato, che questi angioletti vivono poco, che forse non ce la farà. O resterà paralitico oppure…
Ci consiglia di fare una risonanza, costa un po’, ma con un quadro clinico dettagliato si può sapere cosa fare.
Mi insegna come prenderlo in braccio, mi dice che è una bomboniera, che un movimento sbagliato potrebbe causare altri danni, non dà un antidolorifico perché, se poi si sentisse meglio, giocando potrebbe causare altri danni. L’appuntamento con la clinica è fissata per il pomeriggio seguente ma, se il cucciolo dovesse già non riuscire ad alzarsi la mattina, chiamare immediatamente.
Andiamo a casa distrutti. Sistemo la sua cuccia vicino al divano, non mangia e non beve, sta fermo e trema, trema tanto. Bagno le mie dita e gliele appoggio sul musetto per idratarlo. La sera sento al telefono mia sorella e mio cognato. Egli, col suo essere sempre positivo, dice che si riprenderà, non può essere ernia, magari è febbre. Ma mio cognato ha la passione per i cani, non è un veterinario. Ci facciamo convinti, anche perché nei forum molti piccoli bulli non ce la fanno, che presto Mimì ci lascerà o, nelle migliori delle ipotesi, resterà paralitico.
Nel gruppo dei bulli su Facebook mi fanno coraggio.
Non perdiamo le speranze
Andiamo a dormire e lascio la porta aperta così da sentirlo russare. Il suo russare mi dà conforto, mi sto convincendo che non supererà la notte.
Durante la notte russa poi smette. Lo sento muoversi e quindi mi tranquillizzo. Sento le sue zampette, piano piano ha trovato la forza di alzarsi ed entrare in camera da letto. Lo prendo in braccio e lo faccio dormire accanto a noi. Trema ma dorme.
La mattina, appena svegli, Mimì si alza a fatica e lo aiuto a scendere dal letto. Mio marito ha riflettuto sulle parole di mio cognato e fa una ricerca su internet. Mi chiede se sono d’accordo nel portarlo da un’altra parte per un altro parere. Ci sto!
Trasportare Mimì in braccio è dura, in auto è immobile e non si lamenta come sempre (odia viaggiare in auto!).
Il veterinario è vicino casa nostra, è un signore con tanta esperienza.
Mi dice delle parole che mi colpiscono: «Il cane è il suo, è lei che lo conosce, lei deve dirmi cos’ha»
Parole che mi consolano perché so che sarò ascoltata. Racconto per l’ennesima volta come ci siamo accorti che stava male, dei sospetti della zampa rotta che poi si è trasformata in ernia.
«E sescondo lei ha una zampa rotta?»
«No»
Nel frattempo mi fa vedere un termometro, 40, il mio Mimì aveva la febbre. Strizza e attorciglia Mimì come una gomma da masticare. Gli chiedo se con l’ernia dovrebbe lamentarsi.
«Secondo lei… con il dolore allucinante alla schiena starebbe zitta?»
Il medico sa che non è zampa rotta, sa che non è ernia, ma non si sbilancia, dice che fa il medico e non il mago.
Le analisi parlano chiaro
Positivo all’Ehrchiliosi
Cos’è l’ehrchiliosi?
Una malattia di cui le zecche sono portatrici . Dico che noi utilizziamo sempre il collare antipulci, che non abbiamo mai trovato zecche sul cane. Mi fa capire che la zecca può mordere e poi morire, non appiccicarsi al cane.
Di seguito vi segnalo quali sono i sintomi:
Febbre alta
Abbattimento e letargia
Inappetenza
Sanguinamento dal naso
Gonfiore e dolore alle articolazioni
Ematomi
Anemia
Se non curata porta anche ad altre patologie che un medico può confondere facilmente se non fa l’esame del sangue. Per esempio non funzionano correttamente le piastrine, problemi al fegato, reni e ai polmoni. Se non curata in tempo si arriva alla morte.
Il mio Mimì si è ripreso grazie a una semplice cura antibiotica. In pochi giorni ha ripreso a camminare e a mangiare.
Ci sono vaccini per l’ehrchiliosi?
Negativo. In Italia non ci sono vaccini. Quindi prevenire è la cosa migliore da fare e, se si passa una vacanza o si vive in zone vicino a delle steppe o erba alta, si deve stare attenti.
Facciamo molto per i nostri amici, un esame del sangue non ci costa nulla.
Certo, a questo punto, anche alla clinica veterinaria non costava nulla fare un semplice prelievo, trattarmi come ero stata sempre trattata, non sottovalutare la mia preoccupazione. Per la veterinaria era evidente che il cane zoppicasse, lo si vedeva senza toccarlo. Per me era altro.
Un prelievo, misurare la temperatura di un animale, penso siano alla base. Quando questo non viene fatto e il tuo amico sta male, una visita a un altro medico potrebbe salvargli la vita.