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SOLO STORIE BELLE

Scrittori famosi ed eccentrici. Forse soltanto abitudini particolari. Quali conoscevi già?

Stranezze

I loro romanzi sono sicuramente fantastici, ci hanno fatto innamorare, spesso sognare, alle volte ci hanno messo paura. Ma come si comportano i nostri scrittori del cuore quando scrivono? Vi è mai capitato di leggere qualche comportamento strambo da parte di scrittori famosi?
Diamo una sbirciatina alle folli vite di alcuni dei nostri scrittori preferiti! Potresti scoprire qualcosa che non ti saresti mai aspettato…

Immergiamoci!

James Joyce:  amava scrivere sdraiato sul letto, con un cappotto bianco e un pastello blu. Quello che sembra a molti una stranezza da artista, in realtà, nascondeva un modo per scrivere e vedere meglio. Era quasi cieco e il bianco combinato con un pastello gli permettevano di leggere e lavorare meglio

Cormac McCarthy ha utilizzato la stessa macchina da scrivere per 50 anni
Nel 2009 la sua amata macchina da scrivere è stata venduta per $ 250.000!

Vladimir Nabokov: meticoloso, scrittore instancabile e mai soddisfatto, scriveva le sue opere su foglietti volanti, senza seguire una vera e propria cronologia, così da poter lavorare meglio per ogni parte del romanzo e, all’occorrenza, cambiare l’ordine sequenziale. I foglietti facevano parte della sua vita, ne teneva anche sotto il cuscino, si sa, le migliori idee, gli scrittori, le hanno durante le ore notturne!

Truman Capote amava scrivere con una matita, seduto o sdraiato sul divano. Una mano era sempre occupata con una sigaretta o un bicchiere. Era un tipo superstizioso, controllava che nella sua camera d’albergo non ci fosse il numero 13 e non iniziava e non terminava un lavoro di venerdì!

Victor Hugo scriveva tanto ma sapevate scriveva nudo? Mentre scriveva Notre-Dame de Paris, fece nascondere tutti i suoi vestiti e, nelle giornate più fredde, si copriva con una coperta.

Schiller: l’amico Goethe un giorno si trovò nel suo studio mentre lui era assente e avvertì un odore strano, una puzza. Scoprì che l’odore proveniva dal cassetto della scrivania di Schiller. Chiese alla moglie dell’amico che gli rivelò che il marito si ispirava con quel particolare odore

John Steinbeck amava le matite e scriveva solo con esse. Il suo metodo consisteva nel tenerne a disposizione 12, perfettamente temperate e allineate sulla sua scrivania. Bislacca come cosa ma anche con molto utile. Infatti pare che lo scrittore avesse un modo di scrivere molto irruente e quindi si spezzavano spesso e doveva sostituirla più volte. Un giorno il suo editore notò che aveva le dita piena di calli e decise di comprane tante, tutte rotonde!.

La posizione giusta di alcuni scrittori famosi

Virginia Woolf preferiva stare in piedi, su un’alta scrivania dal piano inclinato che ella stessa aveva ideato. Pare che l’idea le era venuta osservando la sorella che era una pittrice. Altra cosa particolare era che utilizzava solo tre tipi d’inchiostro: verde, blu e porpora, ma quest’ultimo solo quando scriveva lettere. Rigorosa anche nelle ore da dedicare alla scrittura: due ore e mezza.

Lo stesso metodo lo utilizzava Hemingway, scriveva in piedi

Originale invece il metodo di  Dan Brown: testa in giù. Afferma che sia utile contro il famoso blocco dello scrittore, lo rilassa e lo concentra.

Scrittori famosi e il silenzio assoluto


Marcel Proust: a un certo punto la vita mondana che conduceva non gli piaceva più e preferì il silenzio assoluto tanto da insonorizzare la sua camera utilizzando del sughero.

Il silenzio era gradito pure al già citato Nabokov e a Geltrude Stein, solo che loro preferivano chiudersi nella propria automobile.

Letto amore mio

Oltre a Joyce altri autori amavano scrivere a letto, per esempio Mark Twain, ma anche George Orwell, Edith Wharton e Marcel Proust.

Alexandre Dumas scriveva utilizzava i colori. Era una tecnica molto particolare per concentrarsi. Ogni colore era usato per uno specifico genere, c’era il colore per la poesia, quello per i saggi e un colore per i romanzi.

L’amore per la caffeina.

Honoré de Balzac e Voltaire invece non scrivevano in piedi e neanche a letto, non si mettevano a testa in giù e neppure nudi. In mezzo a tante stranezze, i due autori sembrano quelli meno bislacchi. Bevevano solo litri di caffè (non oso immaginare gli effetti collaterali!).

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