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Chi era Jean Calogero?

Jean Calogero, nato Giovanni Calogero, nasce a Catania il 20 agosto 1922, in via Spadaccini, nel cuore della città.

Cresce in un grande palazzo dove la madre lavorava come cameriera, vivendo un’infanzia immersa tra alcuni dei luoghi più identitari della Catania storica: piazza Angelo Majorana, piazza Vincenzo Bellini e via Crociferi.

Frequenta la scuola di arti e mestieri proprio in via Crociferi, in un’epoca in cui non esistevano ancora licei artistici veri e propri. Quella scuola rappresentava una delle poche possibilità per chi, pur non potendo accedere agli studi liceali, voleva avvicinarsi all’arte e a un mestiere creativo. Solo successivamente nasceranno istituti artistici strutturati, anche grazie a figure come Mimì Maria Lazzaro e al futuro liceo dedicato a Emilio Greco.


Catania: la prima grande musa

L’infanzia di Calogero è profondamente segnata da Catania: il barocco nero della pietra lavica,  i teatri eclettici, le ville liberty, le leggende popolari e i racconti di fantasmi

Tutto questo costruisce un immaginario che non lo abbandonerà mai.

Catania diventa così il primo laboratorio visivo dell’artista: una città già di per sé sospesa tra realtà e visione.


Da Catania a Parigi: la scelta dell’artista

Come molti artisti del suo tempo, Calogero sente presto il bisogno di andare oltre.
Lascia la Sicilia e sceglie Parigi, centro nevralgico dell’arte europea.

Una scelta che può sembrare paradossale: Catania, infatti, era stata definita per anni “la piccola Parigi” per eleganza e vitalità culturale. Eppure, per sviluppare pienamente il proprio linguaggio, Calogero ha bisogno di confrontarsi con un contesto internazionale.

A Parigi studia, sperimenta, amplia la tecnica.
Le sue visioni iniziano a trasformarsi in opere compiute.


Lo stile di Jean Calogero: un surrealismo onirico

L’arte di Calogero è visionaria, sospesa, profondamente riconoscibile.

Il suo linguaggio può essere definito un surrealismo onirico, fatto di figure in movimento, città sospese, animali fantastici e paesaggi che uniscono terra e mare

Celebri sono i suoi “pesci-dirigibili”, simbolo di un mondo dove ogni confine geografico e logico si dissolve.

Nelle sue opere convivono: Catania e Parigi, architetture reali e scenari immaginari, memoria e invenzione

Un esempio emblematico è la rappresentazione dell’arco di San Benedetto, dove elementi della sua formazione si mescolano a visioni libere, come gondole veneziane o cavalli alati, in un continuo superamento dei limiti dello spazio.


La Catania onirica nelle sue opere

Catania ritorna costantemente nella pittura di Calogero.

Tra i soggetti più ricorrenti:

  • piazza Vincenzo Bellini
  • il Teatro Massimo Bellini
  • piazza Duomo
  • la festa di Sant’Agata

Spesso queste immagini si fondono con scorci parigini, fino a diventare indistinguibili.

Come osservato anche da Leonardo Sciascia:

“Calogero è un pittore che totalmente sfugge alla vita reale.”

Sciascia sottolineava come l’artista non rappresentasse semplicemente la Sicilia, ma la trasformasse in uno spazio sospeso, quasi verticale, dove i monumenti sembrano staccarsi dalla terra e fluttuare insieme ai suoi pesci volanti.

Il contrasto tra: il nero della pietra lavica, il blu del mare, la presenza dell’Etna diventa elemento centrale della sua poetica.


Un artista amato a livello internazionale

Oltre alla Francia, Calogero espone anche a New York, ottenendo grande successo.

La sua arte conquista numerose personalità del mondo dello spettacolo, tra cui: Elizabeth Taylor, Gregory Peck, Judy Garland, Bing Crosby, Gary Cooper,Robert Mitchum, Sylvester Stallone, Nat King Cole.


Gli ultimi anni tra Catania e Aci Castello

Nonostante il successo internazionale, il richiamo della sua terra resta fortissimo.

Calogero torna in Sicilia e sceglie di vivere ad Aci Castello, un luogo più intimo e raccolto rispetto alla città.

Una scelta che può essere letta in due modi: ricerca di tranquillità ma anche bisogno di ritrovare un legame autentico con il paesaggio originario – Catania in quegli anni viveva un periodo di trasformazioni.

Il mare, la pietra lavica, la presenza dell’Etna: tutto torna a essere parte della sua quotidianità.

Qui si spegne, lasciando un’eredità artistica unica.

Oggi è possibile visitare la Casa Museo Jean Calogero, ad Aci Castello, in via Francesco Crispi 50.

Se prima guardavo Jean Calogero con un pittore surreale che mi affascinava da quando ho scoperto le sue radici catanesi appena mi trovo in piazza Bellini, in via Crociferi o ad Aci Castello le sue opere mi tornano in mente.

 

 

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