Questo articolo nasce da un’indagine approfondita sulle abitudini estive delle lettrici social, delle bookinfluencer, delle bookstagrammer, delle booktoker e tutte le altre book e qualcosa che, davanti a una valigia vuota, pensano immediatamente: «Quanti libri ci stanno?»
La ricerca è stata condotta sul campo, attraverso osservazioni dirette, fotografie compromettenti e testimonianze raccolte in condizioni di assoluta libertà.
N.B.: Nessuna influencer letteraria è stata maltrattata per scrivere questo articolo.
(Alcune, tuttavia, sono state sottoposte a una leggera pressione psicologica quando hanno dichiarato di partire per cinque giorni con sette libri.)
La redazione (cioè la sottoscritta) precisa inoltre che ogni eventuale somiglianza con persone realmente esistenti è puramente casuale.
Soprattutto se quelle persone siamo noi.

Agosto è arrivato.
Per la maggior parte delle persone questo significa scegliere una destinazione, prenotare un albergo, organizzare gli ultimi preparativi, preparare la valigia e cercare di non dimenticarsi la crema solare, il dentifricio e lo spazzolino e le bustine salva pesantezza dopo aver mangiato quel cibo troppo piccante.
Per l’influencer letteraria, invece, l’estate pone una questione molto più complessa: quali libri portare in vacanza?
Una domanda apparentemente semplice, che negli ultimi anni ha dato origine a fenomeni difficilmente spiegabili dalla scienza. Sì, perché se non la conosci e ne incontri una in vacanza non avere paura delle sue stranezze, è solo una lettrice sociale, un’influencer letteraria.
La preparazione della valigia dell’influencer letteraria
Una persona normale mette le cose necessarie in valigia, non dimentica i documenti, chiude tutto ed è pronto per partire.
La lettrice social ha altri problemi: quanti libri entreranno in valigia? L’asta, il microfono se devo fare un reel, il carica batteria di riserva… entreranno in valigia?

Poi ha dubbi. Porto solo due libri… ma se li finisco? E se poi non mi piacciono? Posso inserire anche quel libro che avevo iniziato a novembre… aspetta ma che bello questo libro ma se lo ordino su Amazon non arriverà mai… meglio fare un salto in libreria dopo essere passata dalla farmacia per il cortisone e le pasticche per la regolarità! E quindi in valigia entreranno tra i 5 e i 7 libri.
Io parto per 5 giorni e porterò The Calamity Club, un libricino da 700 pagine e sto pensando a quali altri libri portare… un Camilleri, un classico, uno small…
La TBR della vacanza
Il libro che DEVI assolutamente finire (quello che ti porti dietro da mesi)
Il libro che hai scelto apposta per l’estate, con la copertina bellissima, possibilmente perfetto per stare vicino a una piscina.
Il piano B: perché non si sa mai.
Il libro breve, quello che sai che finirai!
Il libro che hai già letto ma che vuoi rileggere.
Il libro comprato prima di partire, perché evidentemente i sette non erano sufficienti.
A conti fatti, la TBR per le vacanze si trasforma per la lettrice social in una specie di polizza assicurativa contro ogni stato d’animo…
Le Foto
La lettrice social non si limita a leggere come i comuni mortali, sarebbe troppo facile: arrivi in spiaggia o in piscina, ti metti comodo e leggi. NO! Ci sono tanti passaggi importanti da fare, rituali magici affinché la foto parli a chi vedrà il post!
Documenta l’attimo (un attimo che può anche durare 20 minuti). Ogni angolo la ispirerà: sul telo, sulla sdraio, accanto al cocktail bello colorato, con il mare sullo sfondo, con i piedi (perfetti) in primo piano, vicino alla valigia o dentro la valigia, sul comodino dell’albergo, possibilmente con la luce accesa per creare un effetto relax, durante la colazione con tanto di cappuccino estivo e un cornetto a cui ha dato solo un morso. E naturalmente ogni foto va scattata più volte, coinvolgendo mariti o figli o amici: “mani in alto altrimenti vengono le vostre braccia, tu alzati, hai una maglietta orrenda e finirebbe nella foto, tu sposta la tua colazione così si vede nella foto!”

Didascalia:
Il momento più creativo, dopo tutto il set fotografico si è pronti per pubblicare, adesso tutti i follower sapranno cosa sta per leggere in vacanza, non vedevano ora!
«Finalmente mi sono concessa un po’ di tempo per rallentare, respirare e ritrovare me stessa.»
Traduzione: mado’ che fatica, mi sono ustionata un braccio, il libro si stava bagnando e la connessione qui è pessima!
Ma si legge veramente?
NI. Puoi leggere ma, ci saranno pomeriggi immersivi, ma tra escursioni, passeggiate, vicini di ombrelloni che vogliono parlare, momenti di pesantezza in cui ci si addormenta, l’animatore che ti vuole coinvolgere nel gioco del caffè sarà un’impresa!
La mia foto delle vacanze preferita
Eccola, l’anno scorso a Stromboli, mare bellissimo, Strombolicchio instagrammabile insieme ai buganvillee e io che cercavo lo scatto perfetto, dietro quel muretto lo strapiombo, dietro di me, il cameriere mezzo napoletano e mezzo eoliano che si chiedeva se quel povero libro sarebbe caduto in mare!
Conclusione
In fondo, forse, questa è la cosa più buffa delle vacanze letterarie: continuiamo a comportarci come se avessimo davanti un mese intero. Facciamo programmi, scegliamo libri, prepariamo pile, costruiamo TBR impossibili. Poi magari leggiamo un solo libro.
Oppure nessuno.
O ne iniziamo tre.
Ma va bene così.
Perché alla fine il bello non è riuscire a leggere tutto quello che avevamo programmato. È avere finalmente il tempo di leggere quello che ci va.
E poi, naturalmente, fotografarlo.

A questo punto, mentre scrivo, ho davanti la mia valigia. Dentro ci sono sette libri. Parto per cinque giorni.




