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SOLO STORIE BELLE

Stavo pensando che ancora non ho parlato di… e poi devo ancora raccontarvi di quel posto che…

Possibile che una città abbia tante anime?

Ok vi siete ubriacati di barocco buono, di porte (o archi di trionfo), case di famosi e case di ricchi che hanno pensato di vivere sopra i resti di un Colosseo. E le piazze? 

Ci sembra di essere al punto di partenza. Siamo già a piazza Duomo, nuovamente in piazza Duomo.

Ci siamo riposate? Adesso continuiamo a scendere verso il mare, percorrendo la via Vittorio Emanuele, godiamoci questa tra le poche vie che arrivano al mare. Il profumo lo sentiamo, forse per via della Pescheria, certo sentiamo anche un po’ di fame, ci vorrebbe una granita. Pronti?

Oggi vi porto Alla Civita. Contenti? Io tanto. la Civita è il cuore pulsante della città, per fortuna poco violentata. Ha mantenuto le sue viuzze e i suoi palazzi, i suoi colori (partendo dal post terremoto Val di Noto)

Vi porterò sui tetti di un’altra chiesa, famosissima per il suo paesaggio; ci sposteremo in palazzi e stradine, piazze e piazzette particolari e, dopo piazza Cutelli vi porterò a teatro, al Teatro Bellini da lì, percorrendo via Maria Callas camminando. camminado arriveremo alla seconda piazza principale della città di Catania, dopo il Duomo, proprio a due passi di Catania. Siamo in via Etnea

Chiesa della Badia di Sant’Agata 

La parte più bella della via Vittorio Emanuele II credo proprio sia questa, quella che, dal Duomo conduce al mare. Bella, barocca, maestosa. Entriamo nella Badia di Sant’Agata, tra i monumenti più importanti del barocco catanese creato dall’architetto Vaccarini. Prima vi era un’altra chiesa dedicata sempre a Sant’Agata ma crollata nel già citato terremoto. Possibile accedere alle terrazze per una delle viste più belle, si vede la via Etnea fino all’Etna, la sera, al tramonto, è ancora più suggestiva.

Chiesa san Placido e Palazzo Biscari

Continuando sulla via Vittorio Emanuele II ci troviamo in Piazza San Placido con annessa la sua chiesa. Adesso, proprio da questa piazza abbiamo tanti punti da visitare. Alla nostra destra abbiamo gli archi della Marina e il già visitato Giardino Pacini, immettendoci nella traversina alla destra della chiesa di San Placido, Via Museo Biscari, arriviamo proprio al Palazzo Biscari, il palazzo simbolo del Barocco, uno dei palazzi più belli d’Italia. Famoso, tanto da essere stato anche il set di alcuni film e anche video musicali. Nasce, in parte, dalle mura di Carlo V e, allora e per tanto tempo il palazzo si è trovato proprio sul mare, fino a quando, nel ‘900, si decise di eliminare il vecchio porto Saraceno per allargare e creare il nuovo porto (oltre a esso perse tanto anche il Giardino Pacini). Per visitarlo e per altre info consultare il sito del Palazzo Biscari

Piazzette e viuzze di pescatori

Uscendo possiamo visitare la Piazza Pappalardo, ex Piazza Duca di Genova, da poco restaurata, resa famosa per una delle scene de La Matassa, (scena della valigetta), da lì possiamo arrivare attraverso la via Del Vecchio Bastione (dove vi sono ancora pochi resti di un bastione), fino la via San Gaetano, percorriamo un po’ fino a dei gradini che ci portano alla piazza XVII Agosto, un angolo affascinate dello Street Art. La zona è famosa anche perché vecchio angolo di pescatori, (vi è proprio una piccolissima via dedicata ai Pescatori)

Teatro Massimo

Da via Billotta ci immettiamo nella via Porta di Ferro e siamo a Piazza Cutelli. Da piazza Cutelli, attraversiamo via Vittorio Emanuele II e siamo in via Monsignor Ventimiglia, a pochi passi, sulla sinistra ci troviamo in via Teatro Massimo. Percorriamola e siamo a Piazza Vincenzo Bellini. Piena di storia. Sulla destra ci troviamo il palazzo Casa del Mutilato, opera voluta, nel ventennio fascista, da Mussolini in onore di chi aveva fatto la Prima Guerra Mondiale e che era tornato ma con qualche mutilazione. Accanto, molto più grande e con una grande scalinata dove, dicono, una giovanissima Carmen Consoli cantava con la sua chitarra, c’è il Palazzo delle Finanze che da anche il nome alla via che fiancheggia i due palazzi ma partendo dall’incrocio con la via Antonino di San Giuliano.
Al centro abbiamo la fontana dei Delfini posta nella piazza negli anni cinquanta ma, la fontana prima si trovava nella Badia di Sant’Agata e, anch’essa, opera del Vaccarini.
E poi c’è lui, il teatro Massimo, un opera bellissima del mio caro Carlo Sada. Il tenore Beniamino Gigli la considerò la migliore sala teatro per l’acustica. In uno stile ecclettico francese, molto in voga alla fine dell’ottocento è carico di immagini allegoriche ma, allo stesso tempo, molto elegante. La piazza è una delle zone che appare di più nella serie Vanina, un vicequestore a Catania, infatti la sede della polizia si trova a lato del teatro in una delle sede dell’università.

Piazza Scammacca

Dalla stradina alla nostra sinistra, la via Callas, prima chiamata via della Birra, ci dirigiamo in via Pulvirenti per arrivare a Piazza Scammacca. La piazza sta vivendo un periodo di novità e di tanti eventi (link qui) , proprio attaccata c’è anche piazza Santa Maria di Ogninella  con annessa chiesetta del Vaccarini, costruita da una vecchia chiesa, rasa al suolo dal terremoto fu la scena dei moti del 1860 tra i ribelli e il re Borbone delle Due Sicilie. Fronte alla chiesa vi era un cannone maneggiato da una donna che fu chiamata Peppa la Cannoniera.

Dalla via accanto la chiesa Santa Maria di Ogninella. via Euplio Reina, arriviamo in Piazza Università. Ci fermiamo qui per oggi

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