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Cos’è Io Scrittore?

Io scrittore è un Torneo Letterario promosso dal Gruppo Editoriale Mauri Spagnol (GeMS) una società editoriale che fa capo a un bel po’ di case editrici italiane (20 in tutto), sfido chiunque a non avere uno o più libri di questo gruppo nei propri scaffali in casa.

Per intenderci: Corbaccio, Garzanti, Longanesi, Newton Compton Editore, Giunta, Magazzini Salani, Salani Editori, Tea, Nord edizioni e ancora altre realtà editoriali tutti sotto lo stesso gruppo editoriale.

Questo è uno dei motivi per cui un torneo del genere fa gola a tanti aspiranti scrittori, o scrittori che cercano il salto di qualità con una grande casa editrice.

Ma cosa è il Torneo Io Scrittore.

Iniziamo con una piccola SPECIFICA: torneo. Cosa di intende con questa parola? Una competizione a eliminazione con una classifica e una finale con un (o più) vincitore. Vi sono in esso varie tappe in cui lo scrittore si cimenta fino ad arrivare alla “finale”.

Qual è la particolarità di Io Scrittore?

Per tutta la durata del torneo loS il partecipante resta anonimo, agisce in sordina con un nome di fantasia, un nickname, o chiamiamolo pseudonimo, scrive il suo romanzo, lo fa leggere ad altri partecipanti e contemporaneamente legge e giudica altre opere. L’anonimato è la cosa fondamentale per questo tipo di torneo: nessuno sa chi sei, se è la prima volta che scrivi o se hai già scritto in passato, se sei un vip dei social o un maestro di una scuola elementare o un pensionato che vuole cimentarsi con la scrittura.

Fasi del torneo:

le fasi sono 5:

  • Caricamento dell’incipit
  • Valutazione altri incipit
  • Caricamento libro completo ( se è tra le opere finaliste)
  • Valutazione delle opere finaliste
  • Proclamazione 10 opere e 10 lettori

Sì, non solo hai la possibilità di essere tra i 10 finalisti ma anche tra i 10 migliori lettori, anche se ho come l’impressione che se arrivi in finale sarà difficile arrivare tra i 10 finalisti di miglior lettore – ma è una mia considerazione – .

(alcuni infatti, nei commenti sotto i post della pagina, si chiedono come si fa a essere tra i 10 migliori lettori; credo basti seguire delle regole fondamentali, non barare ed essere onesti. Ma ne parleremo tra un po’)

La prima fase è la più interessante. Hai scritto un libro (o lo stai scrivendo e hai bisogno di un input per terminarlo) e decidi di partecipare. Accedi al pannello di controllo, scegli uno pseudonimo, indichi i libri che più ti piacciono, scrivi sinossi del libro e carichi l’incipit che deve avere un minimo di 30.000 battute (spazi inclusi) e un massimo di 60.000 battute (spazi inclusi). Ho notato che questo è un primo e grande ostacolo per chi non ha dimestichezza con la scrittura in Word e già qui iniziano i primi problemi

Possiamo affermare che la prima selezione è questa: riuscire a inviare, in tempo, un incipit senza fare alcun sbaglio. L’anno scorso a partecipare eravamo circa 4.000 e tante persone sono rimaste deluse, circa 3.600.

Vediamo quali possono essere i problemi in cui va incontro una persona non molto afferrata con i programmi di scrittura:

Come calcolare le battute di un documento word (nel documento in basso a sinistra trovi la voce “parole” clicca e ti si aprirà una finestrina dove trovi conteggio parole, battute spazzi  inclusi e no, paragrafi e righe. Altrimenti clicca sulla barra di stato – quella in basso – tasto destro del mouse e ti si aprirà la finestra della barra di stato, devi solo cliccare su conteggio caratteri).

Creare un formato A4, con Times Roman, interlinea 2, carattere 12

Allineamento giustificato

Formato File RTF

Nella copertina e file non devono apparire il tuo nome, riferimenti alla tua persona e nessun disegno. No, non ti giudicheranno bravissimo se decidi di creare anche una copertina. No, se decidi di scrivere con un font diverso pieno di ghirigori non ti premieranno: Io Scrittore pretende il Times e ricorda che a giudicare è un altro scrittore e alcuni di loro saranno spietati.

Attieniti alle regole!

Zio Io Scrittore viene in aiuto e nel regolamento trovi un file che ti permetterà di creare il tuo documento in base alle loro richieste e poter impaginare perfettamente (si spera) l’incipit della tua opera.

→ Si deve inviare entro un orario prestabilito (quest’anno le ore 18.00 del 4 aprile) e incrociare le dita. Lo staff consiglia di non aspettare l’ultimo momento per evitare problemi vari di connessione.

Ogni anno, c’è sempre qualcuno che fa la supposizione “è se un capolavoro viene inviato alle 18.05?”. Capisco il romanticismo, ma se un atleta ritarda perché gli viene una voglia matta di caffè, non è che avversario e giudici aspettano ore, potrebbe essere un grande atleta ma puntualità e disciplina sono importanti, anche e soprattutto nella scrittura.

Qualche giorno dopo aver caricato le opere arrivano gli incipit degli altri scrittori. A me, in entrambe le volte, è salita una curiosità incredibile e speravo nel famoso capolavoro. Dire un giorno: io ho letto per prima quell’opera, l’ho giudicata, l’ho premiata con dei voti eccellenti.

Però spesso sono rimasta delusa (e chissà quanti sono rimasti delusi dai miei due incipit)

→ Devi giudicare tenendo conto della grammatica, la valutazione generale dell’opera, i personaggi e se quell’opera la trovi originale o è una storia trita e ritrita.

Il problema è che ognuno ha un gusto e un metro di giudizio diverso (questo, per molti, è il grande limite di questo torneo), ma per adesso io vorrei concentrarmi su un tema. La sinossi.

Sinossi: cosa vuol dire?

Adesso, io non ho compreso bene cosa intenda Zio Io Scrittore con Sinossi, veramente, sono un po’ confusa, perché ho letto più di 40 sinossi in due edizioni e poche erano sinossi come si intende.

La sinossi è un riassunto esaustivo e sintetico di un romanzo (qui mio articolo) , serve a chi vi giudica per capire cosa andrà a leggere, eppure molti lo confondono con la quarta di copertina e, spesso, anche alcune case editrici, forse per comodità, definiscono “sinossi” la quarta di copertina. Io sono stata giudicata sia durante il primo anno come nel secondo perché ho scritto un riassunto dell’opera: “non è una sinossi, ma un riassunto” o ancora “dalla sinossi ho già scoperto il finale e quindi…” e quindi mi hanno giudicata negativamente per quello. Per una cosa che ho scritto seguendo le regole di italiano, la lingua in cui scrivo e in cui scrivono chi mi giudica. Se non credete a me, prendete un vocabolario della lingua italiana e andate a leggere cosa è una sinossi.

Consiglio: Scrivere una sinossi, senza essere precisi della storia (parlo per esperienza personale) e omettete il finale per chi è ancora confuso su questo termine e il suo utilizzo

Ma torniamo alla fase della lettura degli incipit.

Personalmente, soprattutto durante la prima avventura, è capitato di trovarmi storie un po’ particolari. Puntini di sospensione che non terminavano mai; incipit che invece erano estratti dai vari capitoli, cose improponibili e, già durante la prima esperienza, ho compreso come noi scrittori, spesso, possiamo essere crudeli. Immaginate questi editor o lettori di bozze alle prese con un lavoro dove nella sinossi vi è scritto: un libro che non fa caso alle noiose regole grammaticali ma è vero, un viaggio che ti cambierà la vita” e poi leggi frase sconnesse, personaggi che parlano e non sai chi dice cosa, descrizioni lunghe di cose che non interessano o che vengono ripetute più volte (ha anche un termine tutto suo infodump).

Ho cercato di essere onesta ma non ho voluto inveire, cercando di far capire che tre puntini bastano per sospendere un discorso; di rivedere la storia, ma chi era che diceva quella battuta? Le opere sono figli, ci teniamo e non mi è mai piaciuto essere crudele, anche se in anonimo.

Durante la mia prima esperienza mi ero preparata a dovere e ci speravo tantissimo, ma non sono passata. Leggendo i giudizi notai che alcuni avevano voglia di leggerlo tutto; altri erano curiosi, alcuni non hanno capito perché mettere il finale nella sinossi ma, il giudizio che, tutto sommato era discreto, criticava un personaggio perché omosessuale. Il problema di questa persona era che non accettava un personaggio del genere perché non li comprende, non accetta questa loro propensione e quindi non comprendeva perché inserire un personaggio omosessuale.

Altra cosa curiosa: la mia prima storia era ambientata a Catania e ho notato che qualcuno, leggendo una parte dove si parlava dell’attività dell’Etna, era disorientato e non comprendeva perché la vita in città continuasse normalmente, perché non scappavano? Purtroppo, e magari è un mio limite, non amo specificare cose che facilmente si possono apprendere. Lo penso perché quando leggo nei romanzi notizie che si apprendono a scuola o comunque che tutti conoscono, mi sale un sentimento di irritazione e mi sento presa da ignorante da chi scrive. Non scriverò mai che Nietzsche era un filoso tedesco del XX secolo tra i più importanti; non scriverò mai che il mio personaggio ascoltava i Beatles un gruppo degli anni sessanta, di Liverpool, molto famosi e così non credo ci sia bisogno di scrivere che il Covid 19 era un virus e nel 2020 c’è stata una pandemia, che i Navigli si trovano a Milano o che Catania si trova in pianura, le bocche dell’Etna a più di 3.000 metri dal livello del mare e la lava non corre e l’ultima volta che arrivò in città è stato nel 1669! 

Questo ve lo dico perché ho notato un po’ di strafottenza ( e un pizzico di ignoranza): se non so una cosa me la deve spiegare l’autore. No, l’autore non è tenuto a specificarti quanto è nato e cosa ha scritto Manzoni, se non lo sai, lo cerchi. Se non sai che Firenze si trova in Toscana non te lo deve specificare l’autore. Se non sai che il mare è bagnato è meglio che ti informi. Anche perché, e non vuole essere una polemica, se vuoi fare lo scrittore si presume che tu abbia una certa cultura e che se non sai una cosa non cerchi notizie sui social ma ti fai una bella ricerca!

Quando da piccola leggevo, chiedevo spesso a mia mamma il significato di parole o dove si trovassero determinate città, lei rispondeva sempre “cerca sul dizionario”

Leggendo forum e commenti nelle pagine ho scoperto il lato oscuro del Torneo. Purtroppo IoS pur lavorando affinché avvenga tutto nelle migliore dei modi c’è sempre qualcosa che non torna. Per esempio, ho letto, che molti appena leggono un romanzo che potrebbe avere le carte in regola per finire nei 10 super finalisti, mettono voti bassi. Poi c’è chi giudica offendendo. L’anno scorso uno di questi, nella foga di commentare il lavoro di un altro, si è pure firmato. Altri, riescono tramite informazioni, leggendo bene in file (si deve stare attenti a caricare il file ma anche questo è specificato nel vademecum di IoS) o uno pseudonimo troppo facile, non so, tipo Sam Giamb, trovano il vero nome e lo segnalano allo staff; altri segnalano il romanzo perché è volgare o fuori luogo e spesso questi giochetti riescono e ti ritrovi eliminato dai giochi.

(ma devo aggiungere che Io Scrittore ha uno staff molto attivo e se credi di essere stato vittima di un’ingiustizia puoi fare un reclamo).

Eliminare chi ritieni più preparato di te non ti farà vincere poiché questo significa che neppure credi in te stesso, altrimenti non ti comporteresti così!

L’esperienza di IO LETTORE

Tornando alla mia prima esperienza, qualche giorno dopo aver saputo di non essere passata, Zio Io Scrittore mi contatta per chiedermi se fossi interessata a continuare il torneo come lettore. Ho deciso di accettare. E consiglio a tutti gli eliminati alla semifinale di accettare.

È la parte più importante del torneo. Leggi tutte le opere complete e non solo l’incipit. Sono circa dieci opere e la metrica di giudizio è la stessa. Ricorda che passerai un’estate a leggere romanzi che non sono stati ancora pubblicati!

Ho letto cose carine, cose un po’ particolari, fantasy che non è affatto il mio genere, eppure molti si cimentano con questo genere. Alcune cose le ho apprezzato, altre no. Ho cercato di essere obiettiva, se un genere non mi piace, non lo stronco perché comprendo che a altri quel genere possa piacere. Ero entusiasta di questa parte del lavoro, forse perché non avevo l’ansia di essere giudicata.

Credo sia un’esperienza importante: comprendi molto dagli altri e, soprattutto, notando i difetti di altre opere, comprendi meglio i tuoi limiti.

A novembre fu il momento di incoronare i 10 finalisti scrittori e i 10 lettori.

Ero curiosa di sapere se uno dei libri da me giudicati era in finale, e uno lo era, ma non tra i miei preferiti.

Ma la sorpresa fu che, il mio lavoro da lettore era stato premiato. Ero felice, allegra, avevo raggiunto un buon risultato: certo non ero una cima come scrittrice ma forse come lettore qualcosa ci capisco.

Tra i 400

L’anno scorso ho riprovato ma non per andare avanti. Avevo questa storia che mi stava in testa dall’estate prima, ma per un motivo o per un altro, rimandavo la scrittura. Ho partecipato per avere la possibilità di scrivere. Ma avevo tanti problemi per la testa (per fortuna risolvibili), non ero concentrata. Inviai lo stesso l’incipit e continuai a scrivere.

Poi mi fermai. Perché non ero concentrata, perché mi facevo influenzare da cose esterne e perché, mi resi conto che, nel testo avevo commesso un grave errore storico, avevo sbagliato una data. Una data importante e già immaginavo i commenti. Sapevo di aver perso, che non sarei riuscita a passare.

E invece i lettori notarono piccole imperfezioni che naturalmente c’erano perché non avevo lavorato tanto all’incipit, ma nessuno si rese conto di quell’errore. Arrivai tra i 400 finalisti.

Questa cosa un po’ mi ha turbato.

Magari non vivere in un posto vicino a un vulcano ti fa pensare che a ogni eruzione la gente del posto scappi, quindi passa; posso far passare il fatto di non accettare l’omosessualità, ma che hai un’arma potentissima per distruggermi e non te ne rendi conto, e ti limiti a scrivere che la storia è noiosa, un diario, la storia di questa qua a chi interessa? (qualcuno dei partecipanti è convinto  che la prima persona si utilizzi solo per storie autobiografiche): questo la dice lunga su alcuni personaggi che girano per i social, partecipano ai concorsi letterari e che poi riescono addirittura a pubblicare!

Nessuno dei lettori, anche quelli spietati, si è reso conto di questo errore, un errore per me grandissimo. Nessuno ci fece caso. Criticarono la punteggiatura ma non sapevano nulla di storia contemporanea. Di cronaca, di fatti di cui tuttora si parla.

Chi sono, allora, questi importanti giudici lettori che puntano il dito, cercano nei file di scoprire il tuo nome, ti dicono che non sai scrivere, che si sono annoiati, e poi non si rendono conto di un errore così grave (per me!).

Io ero passata perché ad altri la mia storia era piaciuta, certo, nella sinossi avevo già detto come sarebbe andata, ma era piaciuta.

Avevo poco più di un mese per finire e correggere un romanzo: era impossibile. Soprattutto dovevo sistemare quell’errore perché era pure nella sinossi che non potevo correggere (ecco perché consiglio di essere un po’ vaghi quando la si scrive). Trovai un escamotage e cercai di mettercela tutta, anche se era impossibile. Caricai e sperai in un miracolo (che già era avvenuto).

Arrivarono i romanzi da leggere.

Scriverò poche righe al riguardo: molti mi hanno annoiato, alcuni erano perfetti grammaticalmente ma non avevano l’anima, un paio mi hanno divertita. Era come se, sapendo di dover partecipare al torneo, avessero chiesto a qualcuno di correggere e rendere grammaticalmente perfetto il lavoro, magari hanno pagato, ma poi avevi quella scrittura fredda, normale, dozzinale.

Ho trovato molti bravi scrittori in erba sia nel primo che nel secondo torneo a cui ho partecipato.

Nel primo mi colpì molto la storia scritta, credo da una ragazzo, purtroppo non ricordo il titolo esatto, ma era ambientata a Lucca durante il Comics e nella villa Pfizer accadevano cose strane. Sì, proprio un fantasy. Non arrivò tra i 10, ma lo scrittore, a mio parere, aveva stoffa.

L’anno scorso ho tifato tantissimo per un altro romanzo che, anche esso, non è riuscito ad arrivare tra i primi 10 e credo sia un peccato. Il titolo era impronunciabile ma struttura e personaggi – per non parlare del finale – meritavano: Ochetepuozzanumambenne.

Naturalmente non arrivai ai primi 10, di nulla, ma avere un romanzo scritto in poche settimane tra i primi 400 era tanto.

Alcuni lettori hanno compreso il mio messaggio, altri hanno inveito, chi ha scritto che se pensavo di vincere, mi stavo sbagliando, chi mi ha citata per criticarmi, chi ha detto di essersi addormentata, chi mi ha consigliato di leggere di più. Un commento mi ha fatto piangere perché aveva proprio intuito cosa volevo dire tra quelle pagine, peccato che era anonima, spero un giorno di poterle dire grazie.

Cosa si vince?

I lettori vincono libri e un buono da spendere in libri

Gli scrittori vincono la pubblicazione del proprio romanzo in e-book e, i più meritevoli, con una delle case editrici GEMS.

Ne vale la pena?

Per me sì, perché migliori e comprendi tanto, soprattutto degli altri scrittori.

Eccetto quelli un po’ cattivelli (chissà se sono finiti tutti nei primi dieci) ti confronti e riesci a confrontarti anche attraverso i social. Scopri tante cose, anche strane. Perché il mondo è bello perché strano. Ecco le cose più bislacche che ho letto sotto i post della lista dei 400 finalisti:

Il tipo che afferma di aver fatto un esperimento sociologico e aver capito che Io Scrittore e i lettori non capiscono nulla, hanno escluso il suo romanzo ma, sorpresa, aveva già firmato con una piccola casa editrice e lui pubblicherà.

C’è chi, due mesi dopo essere stato eliminato, comunica che è stato pubblicato da un’altra casa editrice. Adesso io mi chiedo, in due mesi hai preso il tuo romanzo, lo hai fatto leggere a questa casa editrice che ti ha detto “bello, lo pubblico”, corregge, impagina, crea copertina, organizza tutto anche legalmente, stampa e tutto questo in meno di due mesi. No, non funziona così. Dal momento in cui una casa editrice accetta di pubblicare un romanzo alla pubblicazione passano anche sei mesi (o addirittura un anno).

C’è chi ogni anno partecipa, chi è arrivato in finale e ha avuto il suo libro pubblicato in e-book e riprova.

Arrivare tra i finalisti è un’opportunità ma non ti farà diventare uno scrittore affermato.

Parteciperò ancora a Io scrittore?

No, almeno non quest’anno con un libro in pubblicazione a ottobre e tanto altro da fare.

Ecco le cose negative di Io Scrittore:

Non ti farà diventare il grande scrittore, quello lo zio non riesce a farlo, tutto dipende da te e dalla fortuna.

È una bella esperienza ma non puoi partecipare tutti gli anni se hai tanti impegni. Il torneo ti impegna per quasi un anno tra scrittura, invio dell’incipit, lettura di incipit,  correzione. Devi caricare l’opera cercando di stare attento a tutti i passaggi. Leggere altri dieci romanzi di cui non sai se saranno il tuo genere, scrivere i giudizi. Infine aspettare il responso che di solito è a fine novembre.

Sono convinta del progetto, una bella esperienza da fare ma poi devi scegliere altre strade.

Per altri il Torneo Io Scrittore è solo un’operazione commerciale. Può essere, non lo metto in dubbio, però serve a spronare gli scrittori. A scoprire il mondo editoriale, capire come funzionano alcuni meccanismi. Conoscere e confrontarsi.

Se sei un aspirante scrittore, prova, ma sappi che tra 4000 partecipanti, almeno due o tre aspiranti crudeli (e che non sanno cosa si intende per sinossi) ti capiteranno

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